non può esistere un’amicizia solo virtuale

Non può esistere un’amicizia soltanto virtuale…

 

Il messaggio di un’amica virtuale di Netlog mi ha fatto prendere una decisione che da tempo meditavo di assumere senza averne il coraggio…costei mi ha chiesto dove lavoravo, io le ho risposto col nome della città, a mia volta le ho chiesto dove lavora lei, risposta: “…fuori Milano”; si tratta di una cara persona, che virtualmente stimo ed ammiro, ma anche lei è vittima di quella che io chiamo “sindrome della maschera”. Di che si tratta? Sostanzialmente di ciò: siccome la realtà non ci pace, la nostra vita è deludente ed irta di pericoli e di minacce di tutti i generi, molti di noi hanno scoperto che attraverso la rete ci si può esprimere più o meno liberamente nascondendo la propria identità. Specie le signore, prevenute contro i maschi perché è purtroppo vero che quotidianamente la cronaca ci riferisce di violenze e soprusi di tutti i generi subiti dalle donne, sono molto diffidenti, si nascondono dietro i loro nick, tenendo gelosamente nascosti i loro dati anagrafici e qualsiasi dato che può portare ad un loro riconoscimento nella realtà. Questo atteggiamento non solo è comprensibile, ma perfettamente legittimo, anzi, doveroso nei confronti degli estranei, che non si conoscono e quindi le donne devono difendersi dal rischio di subire attacchi alla propria incolumità fisica e psichica da parte di maschi senza scrupoli ed, a volte, anche di donne. Il discorso però si fa più complesso quando tra un uomo e ed una donna nasce virtualmente un’amicizia, una complicità, una stima reciproca. A questo punto lasciarsi andare è comunque pericoloso, perché l’uomo o la donna che attraverso lo schermo di un pc sembrano essere in un modo, conosciuti nella realtà possono rivelarsi tutt’altre persone…e allora, direte voi, come se ne esce? Non se ne esce, se non accettando una minima percentuale di rischio. Io so di essere onesto, educato, rispettoso, non prevarico, non cerco facili avventure sessuali, ma come lo dimostro attraverso lo schermo di un pc? Potrei dare delle referenze di serietà, ma come le do e a chi? D’altra parte un’amicizia solo virtuale non è un’amicizia: l’amicizia richiede la presenza, la solidarietà, la complicità, richiede di contare sul fatto che se io sto male un giorno posso telefonare all’amico o all’amica per sfogarmi, richiede anche la corporeità di un abbraccio o di un’accesa discussione a tu per tu; tutte cose che attraverso la rete sono impossibili. E poi non dimentichiamoci che secondo le statistiche le violenze più gravi contro le donne, i bambini, gli anziani, i più deboli, avvengono tra le mura domestiche. Da questo circolo vizioso sembra non si possa uscire: “Io devo difendermi da te che sei un potenziale pericolo perciò non ti permetto di conoscermi nella realtà, se sei diventato mio amico virtuale rimarrai per sempre tale, perché nella realtà potresti essere diverso ed io non posso fidarmi completamente di te mio malgrado”. Tuttavia io mi rifiuto di rimanere per sempre imprigionato nella gabbia della virtualità, ho sempre preferito la realtà, non concepisco l’amicizia ( dell’amore neanche a parlarne) al di fuori della conoscenza reale. Personalmente ho incontrato un certo numero di amiche virtuali, tutti gli incontri si sono risolti in piacevoli conversazioni davanti ad una tazza di caffè o ad un buon gelato, non sono nate grandi amicizie, ma almeno abbiamo verificato che le nostre reciproche identità virtuali corrispondevano a quelle reali, tranne forse in un paio di casi i cui, per mancanza di feeling, non ci siamo poi più frequentati neppure virtualmente. Ma ora ho deciso di mettere fine a questa lunga ambiguità tra virtuale e reale, e alle amiche virtuali mi rivolgo per dire che, se loro non si fidano di me e non intendono correre quella piccola percentuale di rischio della realtà io, con dispiacere, non intendo portare avanti a tempo indeterminato una frequentazione solo virtuale. Per me è una questione di coerenza, non insisterò mai per conoscere qualcuna di loro, ma attenderò con fiducia un chiaro segnale da parte loro di voler fare questo passaggio. Se tale segnale arriverà significa che c’è un interesse REALE a coltivare un’amicizia, in caso contrario è meglio per tutti non sprecare il proprio tempo in meri scambi di idee che in definitiva rimangono tali.

Care amiche, sono una persona seria, educata, non cerco facili, avventure eccetera, lo ribadisco fino alla nausea, ma garanzie non posso darvene neppure con le migliori intenzioni. Se pensate davvero di poter essermi amiche dovete fidarvi, in caso contrario, rimarrà di ciascuna di voi in me un piacevole ricordo. Vi abbraccio.

non può esistere un’amicizia solo virtualeultima modifica: 2007-10-15T19:30:26+02:00da miclos
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Un pensiero su “non può esistere un’amicizia solo virtuale

  1. Ti leggo dopo molto tempo e, ti dirò, sono capitata proprio su uno dei miei argomenti preferiti. Io la penso come la maggior parte delle persone che tu hai descritto e mi piace rimanere nel virtuale. ma non è perché voglia portare una maschera per essere diversa da come sono nella realtà e neppure perché abbia paura di correre molti rischi. Il discorso è tutt’altro, lo dici tu stesso ad un certo punto, quando affermi che con le persone incontrate non sempre è nata una amicizia. Allora perché , mi chiedo io, cercarla ad ogni costo e magari perdere quella bella atmosfera, quell’incontro di sensibilità che spesso si crea su queste pagine? Solo per guardarsi in viso? Anche io qualche volta ho preso il caffè con dei blogger con cui ho legato maggiormente e ne sono stata felice. Ho sempre incontrato belle persone, ma non ritengo questa una condizione indispensabile. E spesso si corre il rischio di togliere tempo alla frequentazione nel blog, senza riuscire a sostituirlo con una presenza reale. Capirai che non è semplice frequentare gente di Napoli e di Torino, di Milano e Palermo. E’ vero, spesso si arriva qui in cerca di uno spazio diverso in cui riversare le nostre ansie e le nostre frustazioni, ma che male c’è? E se si riesce a stabilire qui un rapporto affettuoso e partecipativo non è una bella cosa? Se capita, se si può, ci conosceremo, altrimenti no e se qui siamo sinceri, non mistifichiamo, che differenza fa la lontananza? Non si viene qui per conoscere o fare nuove amicizie (quelle nella realtà sono più che abbastanza), ma se capita perché no? Senza farsene un problema, però, altrimenti finisce la magia di questo luogo. Scusami le lungaggini, ma è un discorso che ripeto spesso e che mi sta a cuore. Un caro saluto.

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