sogno e realtà

ho cercato più volte da questi spazi di far capire ai miei lettori ed alle mie lettrici i motivi per i quali ho sempre ritenuto e ritengo il blog qualcosa di diverso da come viene implicitamente ed esplicitamente concepito dai più: un diario virtuale, una sorta di platea dell’immaginario dove chiunque può nascondere il proprio es per dare libero sfogo al proprio ego, o  meglio a quella parte del proprio io che per mille motivi nella realtà quotidiana non si vuole far apparire,  accuratamente la si occulta e la si cela ai nostri interlocutori, compresi il più delle volte i parenti stretti. Il mondo del virtuale non ha mezze misure di conoscenza, tutt’al più può avere mezze  misure di convenienza, nel senso che un mondo popolato di avatar come second life può essere sfruttato da chi ne ha le capacità per fare soldi reali. Il mondo della virtualità è inesorabilmente spaccato in due tronconi: uno, che definirei strumentale, rivolto a rendere più facili le conoscenze e le frequentazioni reali senza tanti fronzoli (si cerca o l’anima gemella o l’incontro sessuale tout court); ed ecco nascere come funghi i siti d’incontri, le chat,  siti che sostituiscono le vecchie agenzie matrimoniali, ma sono molto più convenienti per chi li gestisce  senza troppe complicazioni (basta l’età, la nazione, un nick per iscriversi gratuitamente e il gioco è fatto: milioni di utenti on line  cercano di risolvere con pochi click davanti allo schermo di un pc i propri problemi di solitudine o semplicemente economici, con alto rischio di truffe di ogni sorta e grandi profitti certi per le società di servizi). Poi c’è l’altro troncone, quello del sogno virtuale: e qui nascono come funghi i blogs, dove ognuno può scatenare la propria fantasia o i propri velleitarsmi narrativi senza tema di fare brutte figure: spesso le foto reali dei bloggers vengono dagli stessi sostituite da composizioni floreali, deliziosi micetti od avatar di bellissime creature o personaggi dello spettacolo. Si può scrivere ciò che si vuole (nei limiti del codice penale ed a volte al di fuori anche di quelli); si può inventarsi non una, ma due, tre, dieci, cento personalità diverse, da esibire con una punta di compiacimento nei variopinti template, invitando i commentatori ad aprirle ed a trastullarsi con esse  come le matrioske o le scatole cinesi; qui i baci e gli abbracci virtuali si sprecano, improbabili manifestazioni di stima e di affetto rivolte ad estranei, rigorosamente selezionate secondo precisi canoni virtualmente estetici e meticolosamente occultate a mariti, mogli, amanti, conviventi o parenti vari (i quali, se sapessero, penserebbero di avere vicino qualcuno di cui ignorano totalmente le caratteristiche interiori o del carattere). Tra questi due mondi non c’è sutura che tenga e chi, come il sottoscritto e pochi altri Don Chisciotte hanno tentato di fare un collegamento tra i due poli, hanno prodotto solo irritanti corti circuiti, sentendosi implicitamente paragonare a potenziali maniaci, stupratori, mendicanti di incontri con l’altro sesso o, nella migliore delle ipotesi, illusi fuori dalla realtà, o meglio, fuori dalla virtualità. Vorrei con grande pacatezza ribadire alle mie amiche virtuali che mi hanno vomitato addosso critiche e rifiuti di ogni genere che il sottoscritto non ha mai mendicato incontri reali a buon mercato, ma ha sempre cercato ostinatamente, senza alcun successo per la verità, di ridare dignità e prestigio ad una realtà la quale, lungi dall’essere concepita come la più acerrima rivale del sogno, altro non è che la manifestazione più esteriore di questo, così come viceversa il sogno altro non è che la trasfigurazione e la sublimazione della realtà quotidiana. Ed allora vorrei che si capisse una volta per tutte che, quando chi scrive propone a qualche blogger (con la quale ha evidentemente instaurato un minimo di comunicazione empatica virtuale) di prendere un caffè in sua compagnia, non rappresenta un “pericolo” per la sua incolumità, né intende fare avances di alcun genere,  ma al contrario intende  dare una dignità alla virtualità ed una dignità alla realtà quotidiana, cercando una sintesi, sintesi che fa di ciascuno di noi una persona e non un coacervo di maschere. Le maschere, quelle della storia dell’arte, hanno ben altro significato rispetto alla virtualità tecnologica ed alla realtà fasulla dei nostri tempi, rappresentando la perenne allegoria dei destini dell’umanità dolente e gaudente.

sogno e realtàultima modifica: 2007-06-23T00:07:15+02:00da miclos
Reposta per primo quest’articolo

5 pensieri su “sogno e realtà

  1. ciao M , non ti preoccupare, forse questo nn è il momento per leggere i post, fa caldoooo..
    Ti auguro un buon week end.
    G.

  2. Non ti ritengo affatto un buffone, anche perchè hai scrito un post lucido e avvincente, che guarda al blog con una chiarezza che ancora non riesco ad avere. Quanto a “smettere di fumare”… bisognerà pure avere qualche vizio;-) Buona domenica, M.L.

  3. Beh, ciò che hai scritto è pienamente condivisibile. Io ho iniziato anni fa con le chat. Ne avevo trovata una dove ho conosciuto persone molto simili a me. Dopo una conoscenza virtuale, ho avuto anche l’occasione di incontrare di persona alcuni di questi amici. E, nella realtà, non ho trovato niente di diverso da ciò che mi aspettavo. Poi, per una sereie di motivi, la chat si è dissolta, ma con alcuni dei suoi componenti ho ancora contatto. Il blog è qualcosa di diverso, e forse mi piace anche di più. Perchè sono io a scegliere l’argomento da pubblicare. E mi dà modo di confrontare le mie idee con quelle di altri che mi commentano solo se lo vogliono. Anche qui ho avuto modo di “prendere un caffè” con persone conosciute via blog. E anche qui non ho avuto “brutte sorprese”. Forse anche perchè ho una certa età, che mi permette di “filtrare” le persone, evitando quelle che, secondo me, portano una maschera. Ecco, commento un pò lunghino…..ma volevo spiegare bene. Buona domenica.

  4. Ciao Marco! Posso testimoniare che sei una persona reale, ancor più sensibile di quanto tu possa apparire dai tuoi scritti, e che ci siamo incontrati per due chiacchiere in amicizia, senza altri sottointesi. Le mie piante stanno fiorendo alla grande (c’è una foto nell’ultimo post) ma le ciliegie le ha mangiate mio marito, perchè io ero lontana per chiudere un pezzo della mia vita, vendere la cas di mamma. Sonno ancora triste, ma passerà. Un abbraccio, Anna

I commenti sono chiusi.