non diamola vinta a loro…

una volta c'erano dei luoghi comuni perpetuati per secoli dall'italica tendenza ad etichettare tutto e tutti con comodi slogans, per lo più dispregiativi. Due di questi luoghi comuni riguardavano la sfera della sessualità; delle femmine si diceva tra i maschi:  "sono tutte p…!"; dei maschi si diceva tra le femmine: "sono tutti p…vogliono solo una cosa da noi…". Due "p" altrettanto dispregiative: puttane e porci. Siamo nel 2007, viviamo nell'era dei computers e dell'alta tecnologia, eppure questi due luoghi comuni sono duri a morire; anche perché non poche persone fanno ogni sforzo per tenerli vivi. Alcune bloggers con le quali sono entrato in comunicazione virtuale, mi hanno raccontano brutte esperienze con uomini conosciuti tramite internet: molestie sessuali, ed in un caso stupro. Esperienze traumatiche, a volte drammatiche. Sapete quale conseguenza c'è stata, accessoria e secondaria ai traumi subiti? che queste donne non voglio più incontrare nessun uomo conosciuto nella virtualità, fosse anche un Santo, naturalmente me compreso, che sono strapieno di difetti, ma ho fatto del rispetto in tutte le sue forme uno dei capisaldi del mio agire. Se una tale reazione di fuga è umanamente comprensibile, non è tuttavia assolutamente giustificabile: sarebbe come dire che siccome alcune centinaia di teppisti commettono atti molto gravi negli stadi, nessuno dovrebbe più mettere piede in uno stadio. Vorrei che queste amiche bloggers ragionassero su un punto: se a causa di una minoranza di violenti, teppisti, puttanieri e stupratori noi tutti, femmine e maschi, rinuciassimo alla nostra vita normale, a fare nuove conoscenze che possono arricchirci interiormente, anche tramite lo strumento virtuale, se noi ci lasciassimo soggiogare dai luoghi comuni, e da un manipolo di sciagurati, se noi facessimo di ogni erba un fascio, la daremmo vinta a questi delinquenti, faremmo il loro gioco, ci faremmo condizionare pesantemente dalle loro scelte, ci sottoporremmo ai loro ricatti. E aggiungo: alcune bloggers mi hanno anche scritto che incontrare me come semplice amico darebbe adito a problemi relazionali con i loro partners…e torniamo al maschilismo più tradizionale: "per incontrare un uomo, per scambiare anche solo semplici opinioni con lui devo avere il permesso di mio marito, del mio ragazzo, del mio convivente". Nel 2007 siamo ancora alla donna che deve soggiacere alla censura preventiva del maschio per fare conoscenze…tutto ciò, se mi permettete l'espressione, è avvilente, avvilente e mortificante per la parità tra i sessi, per la libertà, per la dignità umana. Non giudichiamo male allora le donne mussulmane che portano il burka: è una censura preventiva quella come le nostre, solo più appariscente; e probabilmente scelta più "liberamente" da quelle donne  rispetto ai dinieghi subiti dalle nostre ragazze da parte dei  loro ruspanti e reazionari maschi nostrani. Tutto ciò mi offende profondamente, come ho scritto ad una di queste bloggers, non solo come maschio, ma come essere umano libero e rispettoso della libertà e della dignità altrui; io  rispetto sempre le altrui scelte, anche quando si tratta di  pesanti ed ingiustificabili condizionamenti della propria e della altrui dignità. E non insisto mai per incontrare qualcuno contro la sua volontà, mai, neppure una volta. Ma non  perdo la fiducia nel mio prossimo, non mi arrenderò mai a violenze e soprusi; e anche questa è una mia scelta di vita.

non diamola vinta a loro…ultima modifica: 2007-04-27T14:41:16+02:00da miclos
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