otto minuti per vivere, otto per morire.

otto minuti: tanti sono i minuti sui quali da quattro anni di fronte a milioni di persone si sta rappresentando la più mediatica delle tragedie della cronaca nera di casa nostra. Alle 8.21 Annamaria Franzoni lascia il figlio Samuele sul suo letto di morte per accompagnare il fratellino allo scuolabus; alle 8.29 viene scoperto il cadavere. Ecco la cronaca riportata dalle agenzie su quel giorno:
Cogne, 30 gennaio del 2002: il piccolo Samuele Lorenzi viene ucciso sul letto dei genitori da qualcuno che lo ha colpito ripetutamente con un corpo contundente. E' stata la madre a chiamare i soccorsi quando, dopo essere tornata a casa dopo aver accompagnato l'altro figlio Davide alla fermata dello scuolabus, ha detto di aver trovato il bambino immerso in una pozza di sangue. Il delitto è certamente avvenuto prima delle 8,29, ora in cui arriva nella baita una vicina di casa, Daniela Ferrod, chiamata per telefono dalla Franzoni.
In primo grado la Franzoni viene condannata a 30 anni di reclusione; ora, difronte al pubblico ed ai giornalisti ma a telecamere spente, il processo d'appello. Nel frattempo Annamaria ha dato alla luce un altro figlio, la famiglia si è trincerata per anni dietro un silenzio interrotto solo da qualche sporadica intervista, e da un presunto altro colpevole mentre la speculazione mediatica si scatenava, ed il popolo italiano si divideva tra colpevolisti (la maggioranza) ed innocentisti. Una rappresentazione da teatro dell'arte anni 2000, un feulleton con tutti gli ingredienti della real-falsità apparenza spettacolo, l'oppio dei popoli dei nostri tempi. Uno spettacolo da audience record, se non fosse che dietro questa squallida messa in scena mediatica di una tragedia c'è un'unica vittima innocente: un bimbo che aveva un'unica grave colpa, l'assurda pretesa di vivere. A Samuele dedichiamo almeno noi, semplici cittadini di questa italica vergogna, un minuto di silenzio commosso alla memoria.
otto minuti per vivere, otto per morire.ultima modifica: 2005-11-18T19:49:37+01:00da miclos
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4 pensieri su “otto minuti per vivere, otto per morire.

  1. ….e già,un bimbo è morto e un colpevole tace,,,,
    ho letto il commento….aha hhah,ma falla finita,ma quale nonnetto con la pipa,ma l’hai letto bene iil mio di commento..uhmmm me sà de no… 😉
    volevo soltanto dirti ceh qui nel blog sei una persona vera come lo sei nella realtà a differenza di molte persone ceh hanno scambiato il blog x un teatrino e qui dentro si travestono ( che cattivaccia eheheh ) tu invece no…nella realtà ti immagino x come ti leggo qui dentro…..ti lascio pure un abbraccione và….e buona serata Rosanna
    p.s.come và con il problema dell’udito? va meglio?

  2. chissà poi la realtà qual è…me lo chiedo sempre…ammett o che quella donna non mi sta particolarmente simpatica…ma ncome si fa ad accusare qualcuno senza esserne certi? certo è che quel bimbo non c’è più ed è andato via in un modo orribile…se non su questa terra, il vero colpevole, avrà la sua punizione….Gr azie x il bel pensiero dolce marco…e mai, mai smettre edi sognare! un bacione della buona notte…vivi

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