chat e blog

Leggendo il libro inchiesta di Silvia (farfalla3000) sulle chat, una domanda mi è subito venuta spontanea: come mai 21 intervistati su 30 sono favorevoli al passaggio dalla virtualità alla realtà, mentre nel mondo dei bloggers il partito della realtà è in netta minoranza? nel tentativo di dare a me stesso una risposta al quesito ho ripensato all'interessante elzeviro di Gillo Dorfles che, recensendo il saggio si Roberto Diodato Estetica del virtuale, tenta di dare una spiegazione al modificato rapporto tra arte ed illusione, partendo dalle teorie sulla percezione di Arnheim e passando attraverso il saggio di Renato Barilli il filosofo del software; secondo Dorfles, mentre nelle espressioni della body art il rapporto Naturale-Artificiale è connaturato all'illusione artistica in quanto tale, l'illusione della nuova virtualità tecnologica è provocata attraverso artificiose operazioni computerizzate…invero, se noi analizziamo attentamente la diversa natura semantica ed espressiva della chat rispetto al blog, notiamo subito una fondamentale differenza: le chat hanno dei tempi e dei ritmi talmente frenetici da non permettere assolutamente un salto di qualità in senso estetico: chi chatta ha di solito scopi prosaici legati alla comunicazione immediata, con obiettivi più o meno "nobili"; chi blogga ha, più o meno consciamente, velleità estetiche: la comunicazione virtuale pretende di essere estetica, quando non addirittura artistica, ed è per questo che il blogger è normalmente infastidito dal salto nella realtà, per sua stessa definizione contrapposta alla fantasia ed alla sublimazione estetica…ecco quindi che, trincerato dietro l'anonimato, il blogger tende alla sublimazione estetica delle proprie pulsioni, mentre il rapporto con gli altri bloggers diventa una sorta di richiesta di approvazione sociale di tale salto nella metafisica…d'altra parte una trasposizione nel reale diventerebbe troppo "traumatica" per il blogger, che difficilmente trova il coraggio di trasfigurare la banalità del proprio quotidiano e spesso deludente vissuto in una sorta di rinascita interiore: la virtualità fine a se stessa può, nelle sue massime espressioni, come si è cercato di dimostrare in questa breve disamina, sfociare nell'estetica, o presunta tale; ma la sublimazione della quotidiana banalità del reale con tutte le sue contraddizioni in una nuova realtà catartica della propria personale esistenza passa necessariamente attraverso l'etica, e un consapevole passaggio di tale portata è come un salto nel mare da una formidabile altezza; ci vuole coraggio…
chat e blogultima modifica: 2005-08-10T18:22:20+02:00da miclos
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10 pensieri su “chat e blog

  1. Molto interessante il tuo post, avendo fatto sia l’esperienza della chat sia quella del blog ho notato anche io come la voglia (o necessità?) di conoscenza diretta nella prima sia più forte che nella seconda. Per quanto riguarda il mio racconto devo confessarti che non è nato come tale, nel senso non ho pensato ad un suo possibile seguito nè a come delineare i personaggi, anche se in effetti mi sono accorta di aver calcato la mano con lei, rendendola odioso centro del suo mondo perfetto. Non so bene ancora come comportarmi…m i lascerò guidare dal caso 🙂 Mi piacerebbe leggere il seguito che avevi postato a Gea, me lo trascriverai? Buonanotte 🙂

  2. Ho pubblicato una specie di pubblico avviso che rimanda al tuo blog; spero non ti dispiaccia, ma ho pensato che fosse la cosa migliore per far leggere il tuo post. Che commenterò quando le rotelle si rimetteranno a girare. Buona serata, M.L.

  3. In effetti anche io penso al crollo del mondo perfetto del mio personaggio attraverso piccole cose…visto che lei dedica così tanta importanza ai dettagli. Ho cominciato a scrivere qualcosa, ma aspetto che passi qualche giorno per rileggere il tutto, ora come ora mi sembra di scrivere stupidaggini e quasi mi pento di aver cominciato. Mi piacciono i commenti prolissi 🙂 Buona serata 🙂 Giusi

  4. Il raduno ad Assisi io l’ho seguito online in videoconferenza , ma credo che era troppo culturale, per noi ci vorrebbe un raduno per conoscerci meglio, non con il nik ma con i nostri nomi, e che rispecchia effettimamente quello che siamo di come scriviamo, per parlare del mondo internet “che ci tengo tanto” si può fare dopo. Ciao Marco, una buona giornata da pulvigiu.

  5. Si tratta di conoscenze diverse, in chat hai modo in tempo reale di confrontarti, qui è più difficile.
    Riguardo il passaggio tra virtuale e reale , io penso che se ci sono le condizioni spesso difficili da conciliare (città, tempo, famiglia, etc.) si fa . Se si è sempre se stessi non si corre alcun rischio.
    Ovviamente questo è un mio semplice punto di vista.
    Ciao e a presto.

  6. Forse è proprio così… ma non ne sono molto convinto… sei proprio sicuro che i blogger vogliano l’anonimato? Navigando ho scoperto che molti bloggers organizzano incontri semestrali nel mondo reale, ho scoperto che molti bloggers frequentano le chat room e ho capito che il mondo virtuale non può essere considerato alla stregua di quello reale. Nel web non esistono vere categorie… come può invece essere nel mondo reale. Parli di anonimato per i bloggers ma, anche nelle chat ci si registra con dei nickname… Blog e Chat sono mezzi totalmente differenti. La chat è un luogo dove intrattenersi e passare il tempo assieme a persone che, altrimenti non potresti mai conoscere. Il Blog è un sito dinamico su cui possiamo scrivere i nostri pensieri, le nostre passioni, e qualunque altra cosa ci passi per la mente. io, per esempio, ho aperto un blog perché mi permetteva di avere un “sito” facile e veloce da aggiornare… un posto dove poter scrivere i miei pensieri e i miei racconti giornalmente, settimanalmente , mensilmente… come mi pare… senza le complicazioni di dover costruire tutte le volte la nuova pagina web e scaricarla in rete (visto che molti gestori che danno spazio web, alla fine, non danno gli strumenti necessari alla creazione di un sito ‘dinamico’). Tra l’altro, conosco molti bloggers che frequentano pure una chat (e qui salterebbe tutto il discorso di astrazione e realtà, no? se una persona possiede un blog e allo stesso tempo chatta… in quale categoria lo mettiamo???) e, alcuni presenti tra i tuoi link la stanno organizzando proprio su virgilio… non so se sia già attiva ma dovrebbe esistere una chat room in cui tutti i blogger di virgilio si dovrebbero incontrare ad una certa ora prestabilita… una sorta di appuntamento sul web. So di blogger che hanno iniziato una relazione (reale, non virtuale) proprio come può accadere in chat. No, non credo che si possa fare una differenza tra utenti del “servizio blog” e utenti del “servizio chat”. Sono semplicemente due mezzi differenti con scopi differenti e, una stessa persona può utilizzarli entrambi… Non capisco proprio questa moda di fare distinzioni e preparare delle categorie di personalità a seconda dei “mezzi” che si usano… come dire che motociclisti e automobilisti siano due categorie distinte di persone… ma molti automobilisti hanno pure una moto, no? 🙂 Se io non ho il tempo di collegarmi ad una chat o… il collegamento internet mi costa troppo per passare ore a chattare… allora faccio parte di chi non ha il coraggio di tuffarsi? Ma andiamo… cerchiamo di stare con i piedi per terra… e di evitare di psicanalizzare di tutto ciò che ci circonda… ciao, Gloutchov.

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