libertà e Vangeli

oggi, 25 aprile, oltre ad essere il 60° anniversario della liberazione dal nazifascismo, è anche il mio onomastico. Ho sempre considerato un evento simbolico la coincidenza della festa di San Marco evangelista con quella della libertà: i Vangeli testimoniano infatti la profonda liberazione interiore insita nel messaggio di Gesù; liberazione dalla schiavitù del potere, dei soprusi, della violenza, dello sfruttamento dell'uomo ai danni dei propri fratelli: non c'è libertà senza amore, non c'è amore senza libertà; ce lo ricordano i milioni di morti della seconda guerra mondiale, ce lo testimoniano i tanti martiri che in ogni epoca si sono immolati ed ancora si immolano sull'altare dell'amore universale; ce lo ha ricordato a più riprese papa Giovanni Paolo II e ce lo ricorda oggi papa Benedetto XVI, ce lo ha ricordato stamane davanti all'altare della patria il presidente Ciampi. Ma l'amore non può essere considerato una sorta di vitello d'oro da venerare in occasione delle grandi festività, l'amore sta dentro ciascuno di noi e spetta a noi indossarlo tutti i giorni con i nostri fratelli e sorelle; dipende da noi non lasciarlo chiuso nell'armadio insieme agli abiti da indossare nelle grandi occasioni. La liberazione da tutte le schiavitù è prima di tutto un fatto interiore, come il dolore e la gioia che ne derivano.
libertà e Vangeliultima modifica: 2005-04-25T13:31:50+02:00da miclos
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7 pensieri su “libertà e Vangeli

  1. Senza un percorso interiore che porti all’amore vero, tutto il resto sarà sempre un surrogato di questo da mostrare nelle occasioni ufficiali. Questo tu scritto e il mio di pochi minuti fà potrebbero essere parti di uno stesso discorso… è una piacevole coincidenza! Un saluto.

  2. Sono d’accordo con questo post e credo che la frase del papa “i deserti esteriori si alimentano nei crescenti deserti interiori” vada in questo senso….. Ciao. PS: cmq la questione della pubblicità è legata a chi paga, se gli altri non la cercano (o ne cercano poca) nessuno la farà per loro… mi sembra ovvio. Le altre realtà non sono “poveracce” senza una lira, dietro alcune anzi ci sono grossi nomi!!!

  3. Anzitutto auguri per l’onomastico. Spero li accetterai anche se tardivi.
    Inutile dirti che condivido in toto quello che dici, parola per parola. “…non c’è libertà senza amore, non c’è amore senza libertà…”
    E l’amore, la libertà, come beni inalienabili, come intrinseci valori umani, devono essere sempre gelosamente custoditi.
    Un abbraccio. Ilia

  4. Ma figurati! Chi ha detto che non accetto posizioni diverse dalle mie!! ma avrò anch’io il diritto di dire chiaramente come realmente stanno le cose? Che ti piaccia o no è così… e ovviamente anch’io tifo per un superamento di certe barriere. Scusa se ti è parso che volessi oscurare le tue idee (che tra l’altro condivido), ma volevo solo spiegarti che la realtà è più complessa e che il sostegno economico reciproco (dicamo così) deriva da un altro tipo di unione. E comunque, ti ripeto: gli altri non sono dei “pezzenti”. Per cui non è questione di ricchi che si possono permettere la pubblicità e di poveri che invece restano nel silenzio, ma probabilmente di scelte degli stessi interessati.
    Inoltre, per andare al fondo della questione, l’8 per mille alla Chiesa cattolica ha un motivo storico… Siccome lo Stato italiano nascente ha depauperato la chiesa di molti immobili (utilizzati per svolgere delle attività o per ricavare utili da destinare all’opera di evangelizzazion e-missione) e li ha venduti al miglior offerente!!!, e, inoltre, le ha impedito di svolgere per anni il suo ruolo (es. durante il fascismo tutti i centri di aggregazione ed educazione furono chiusi), si è cercato in seguito di risarcire la chiesa per i furti e gli impedimenti subiti. Si è trovò questa soluzione: lo stato si privava dell’8 per mille dell’IRPER ricavato dai cittadini e, di quella cifra risultante, devolveva alla chiesa la percentuale espressa dalle firme dei cittadini sulle dichiarazioni dei redditi. Quindi è, ad es., il 60% dell’8permille .
    Dopo gli altri sono subentrati e il campo si è allargato…
    Questo forse non c’entra nulla con la pubblicità, ma era solo per dirti l’origine di questo “fatto italiano”.
    Scusa se l’ho fatta lunga, ma vedo che non ti stanca!!!
    fr. Mirko

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