da lontano…(atto terzo)

UN ATTIMO INQUIETO
MI COGLIE DI SORPRESA:
I TUOI OCCHI.
LA TUA MANO
INSINUA DOCEMENTE
UN MOVIMENTO D'ACQUA VIVA
SOTTO ALI GIALLE DI FOGLIA
E TRASFIGURA IN SORRISO
UN RIFLESSO DIMENTICATO
DAL LENTO DEFLUIRE DELLA MEMORIA
VERSO LA FOCE.
HO PAURA DEL TRAMONTO
CHE TRAVALICA LE CIME DEGLI ABETI
FRANTUMANDO IL SOLE FRA I RAMI
SOLCATI D'INEDIA.
HO PAURA DELL'IGNOTO DEVASTANTE
E DEGLI OCCHI CHE NON INCONTRO
HO PAURA DI NON TROVARE PIU' IL PARCHEGGIO
COME AL MERCATO.
SIAMO FUORI
CATAPULTATI NON SO COME
SCARAVENTATI NON SO DOVE
MA SIAMO FUORI
E IL SILENZIO ANNEGA COME SEMPRE
NEL LAGO DI LAMIERE
E DI ANIDRIDE SOLFOROSA.
UN GIORNO FORSE
FINIRA' QUESTA FUGA: INDECOROSA
INCONSISTENZA DI PROMESSE MANCATE
LENTA AGONIA DELL'INNOCENZA.
E ALLORA
FINALMENTE
NON AVRO' PIU' PAURA
DEI TUOI OCCHI.

                      Parco di Monza, febbraio 1988.

da lontano…(atto terzo)ultima modifica: 2005-04-17T12:24:20+02:00da miclos
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4 pensieri su “da lontano…(atto terzo)

  1. Leggo nei tuoi bei versi la memoria di un passato mai dimenticato, la paura dell’ignoto del futuro, la delusione per l’inconsistenz a di promesse vane e menzognere, una fuga che mai cesserà. Mi piace questa tua poesia che, con naturalezza, penetra il cuore di chi legge.
    Un caro saluto. Ilia

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