finalmente…

Dopo il grande Pianista di Polanski finalmente un bel film in tv -Rai uno 14 marzo- sia pure brutalmente interrotto più volte dalla pubblicità (e noi paghiamo il canone!).
Questa Finestra di fronte di Ferzan Ozpetek è un piccolo gioiello, percorso onirico sospeso tra memoria storica e memoria proustiana; il tessuto narrativo si perde, è vero, tra  mille rivoli di una rivitalizzata liricità dell'inconscio (e questo sembrerebbe il limite del film), ma questi rivoli tengono lo spettatore col fiato sospeso nell'attesa dell'epilogo: come in una sorta di terzo segreto di Fatima a ritroso, il regista svela un po' per volta il dramma del peso di una storia che s'impadronisce senza via di scampo anche di chi quella storia non l'ha vissuta. Per chi non avesse visto il film un breve riassunto: "Davide è un vecchio che vaga per le vie di Roma, spaesato, tormentato dalle immagini del passato, limpide pure nell'evocazione degli orrori storici della Scioah, e che ha perso il filo del presente. Quest'ultimo, come capita nelle malattie senili della mente, appare sfuocato, confuso, in una dimensione quasi onirica. L'uomo si scontra con questa realtà sfuggente rapportandosi con la famiglia che lo raccoglie nel suo vagabondare pericoloso per le vie della città. Quel nucleo con cui va, per pochi giorni, a vivere è rappresentativo di un mondo che ha azzerato la propria memoria, che non sa organizzarsi il futuro e che vive il presente confusamente, senza passione e senza gioia, umiliato dalla rincorsa continua alla stabilità economica e azzerato nei sogni. Lei vorrebbe fare la pasticcera, ma è una ragioniera in una tetra fabbrica di prodotti surgelati (mostrata in immagini inquietanti quasi come un obitorio architettonico); lui non riesce a trovare un'occupazione stabile, né approda ad una vera crescita psicologica. Fanno i bravi genitori, ma la loro unione è diventata asfittica. C' è poca passione, poco sesso, poche aspirazioni e ideali. L'incontro con Davide, dignitoso, elegante, misterioso, fa da detonatore per l'esplosione di varie situazioni rimosse nei protagonisti…"(dalla recensione di Elisabetta Randaccio).Bravi gli interpreti: un grande commiato di Massimo Girotti, stralunato e sospeso tra follia e lucida razionalità, dignitosa ma niente più l'interpretazione di Raul Bova, intensa e professionale  Giovanna Mezzogiorno, che riesce a sostenere fino all'ultima inquadratura degli occhi in primissimo piano la nostalgia adolescenziale della protagonista…decorosa la sceneggiatura (che però è l'aspetto meno importante del film), essenziale ma efficace la fotografia, così come scenografia e costumi; infine molto azzeccata la colonna sonora, con l'intensa canzone di Giorgia come motivo conduttore del master della memoria. Insomma, due ore che ci riconciliano col buon cinema in tv, malgrado le obbrobriose interruzioni pubblicitarie.
finalmente…ultima modifica: 2005-03-15T09:12:06+01:00da miclos
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4 pensieri su “finalmente…

  1. Sono contenta che tu abbai ripreso a postare e lo sono in modo particolare perchè parli di un film che mi è piaciuto moltissimo; l’ho trovato struggente, impalpabile e vero, con un finale non scontato o consolatorio. Bellissime anche le musiche, infatti mi sono procurata la colonna sonora che ascolto spesso in macchina. Buona serata e fammi sapere se vieni da queste parti, Gea

  2. Ho assistito, dietro sollecitazione di mio figlio, che ben conosce i miei gusti cinematografici , alla proiezione del film di cui parli, e non posso non sentirmi d’accordo con te, su tutta la linea, e non ringraziare il mio ragazzo per avermi impedito di trascorrere un’altra serata completamente vuota.
    Sono lieta che tu abbia ripreso a scrivere. A presto.Ilia

  3. L’ho visto anch’io a suo tempo e l’ho trovato assai bello e vitale. E’ di tutto rilievo anche la colonna sonora .
    Ricordo che uscì poco dopo ” L’ultimo bacio ” e ” American Beauty” che mi avevano demoralizzato. L’ultimo di Ozpetek “cuorre Sacro” è anche un bel film, però perde tensione alla fine…

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