La danza della pioggia

già agli inizi degli anni '60 cominciò il carosello delle domeniche a piedi, delle targhe alterne, dei blocchi parziali e quant'altre grottesche amenità di questo genere…dopo oltre quarant'anni la risoluzione del problema dell'inquinamento atmosferico più gettonata resta sempre la stessa: la danza della pioggia. Ma almeno gli indiani (che hanno il brevetto) pregavano i loro dei di far piovere per il nobile fine di portare l'acqua, un bene vitale per la sopravvivenza di quelle popolazioni…noi invece la danza della pioggia (acida) la facciamo perché i nostri dei sono le multinazionali del petrolio ed i colossali interessi dei vari sceicchi o delle segretarie di stato di ferro USA (per chi non lo sapesse la nostra Condoleezza Rice è una delle maggiori azioniste di una major del petrolio), ed ecco che la danza della pioggia si trasforma magicamente nella danza del petrolio. Negli anni '30 cominciarono negli States i primi esperimenti sulle auto a vapore; dopo 70 anni gli scienziati stanno ancora studiando prototipi…con grande soddisfazione dei cosiddetti ambientalisti, che vorrebbero trasportare le merci nelle grandi città con i mezzi pubblici…avanti ragazzi, si dia inizio alle danze e…speriamo che piova!
La danza della pioggiaultima modifica: 2005-01-16T12:53:20+01:00da miclos
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20 pensieri su “La danza della pioggia

  1. Che la meraviglia sia dietro i tuoi occhi chiusi
    nella danza dei sogni; che ti porta oltre l’orizzonte sconosciuto
    Che le tue speranze siano piccole stelle
    che ti indichino il cammino
    verso la pace nel cuore
    senza spegnersi mai.
    Grazie per la tua visita, è un grande piacere averti conosciuto. Un saluto da pulvigiu.

  2. E la danza per la pioggia di buonsenso non l’ha ancora ideata nessuno? Ma non ho voglia di essere polemica, il discorso inquinamento è spinosissimo e, come ricordi nel tuo post, gli interessi in ballo enormi…
    Ti ho sentito stanco, forse, davvero, un bel piatto di zampone e un bicchiere di lambrusco ti tirerebbe su. Chissà che non riusciamo a incontrarci… Vedremo, magari passata la stagione delle nebbie. Buona settimana e a presto, Gea.

  3. Io comincio ad aprire le danze…Roma nn sta’ messa bene…..
    Come va’?
    Per me questa settimana è stata allucinante…. .troppe cose…e tutte insieme…lavor ative…. affettive…chi piu’ ne ha piu’ ne metta….quando potro’ andare in ferie….aiuto

  4. Sei molto generoso nel tuo giudizio. Grazie.
    Il paesello di cui parlavo non mi ricordo in quale commento è quello del blog, con ogni probabilità.
    Il mio, invece, di paesello, che tale non è, ma una discreta cittadina merdionale di provincia, anche carina, forse, è sede di una importante costruzione, una delle più belle, la reggia, che Carlo di Borbine fece costruire da Luigi Vanvitelli nella seconda metà dell’ottocento , con annesso parco stupendo, superata in bellezza, dicono, da quella di Versailles, che, pure, conosco. Non concordo con questa “classifica”, e non per campanilismi che non mi appartengono, ma per puro gusto estetico, naturalmente personale, ma non solo,
    Spero di aver soddisfatta la tua curiosità. Se non hai capito di quale città si tratta, è grave; vorrà dire che, dopo avertene detto il nome più esplicitamente, avrai una penalità : dovrai visitare al più presto una delle più grandi opere d’arte di architettura d’Europa, se non la più grande!
    Attendo risposta. Un saluto. Ilia

  5. Concordo con Gea 71 sulla opportunità della danza del buonsenso…
    E conferma sia! In quel di Milano vengo, venivo spesso, perchè vi abita una mia “mezza famiglia”. Spero con tutta me stessa di ritornarvi al più presto!
    Un saluto a presto. Ilia

  6. Adesso, oltre alla nebbia dovremo aspettare che passi anche la neve! Questa mattina ho totalizzato 1 ora e 20 di viaggio, ma il paesaggio mi ha ampiamente ripagato.
    Comunque, come precaria, mi ritengo ancora fortunata, almeno riesco ad insegnare nella mia provincia e non sono costretta a trasferirmi in altre città, come tanti colleghi che incontro. Grazie ancora per la tua premura e a presto, Gea.

  7. Semplicemente ho inserito un post, ricopiando una mail che mi era arrivata con tanto di foto di una bambina ricoverata, sola, in un ospedale di Pukhet e non ancora identificata… Nella mail si chiedeva di dare max diffusione per aiutare nell’identific azione della bimba, che non parlava; ho pensato di usare anche il blog, pensando che più gente avrebbe potuto essere raggiunta da questo appello; poi da un lato tutto si è risolto per il meglio – come leggi – dall’altro mia sorella mi ha fatto venire un sacco di scrupoli, così ho cancellato tutto. Buona serata, Gea

  8. Ciao ciao…oggi finalmente sono andata a ritirare l’ultimo documento…e domani vado a consegnare tutto alla Provincia…ce l’ho fatta…nn mi sembra vero…pero’ oggi è una giornata un po’ cosi’……
    Ps.Almeno hanno fatto ridere le tue barzellette?
    Ciao

  9. Un tassello alla volta e finiamo col ritrovarci della stessa provenienza, con più o meno le stesse esperienze d’infanzia: anch’io ho vissuto molto con mia nonna, nel senso che stavo più nella sua “grande casa” che nella mia. L’ho molto amata, e di lei ho ho cercato di fare un “ritratto” in un mio passato racconto. I ricordi di quel periodo sono, forse, i più belli che io abbia, e che, specie in quest’ultimo periodo mi stanno aiutando ad andare avanti..
    Un saluto caro, a presto. Ilia

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