LA CORDA SERIA, LA CORDA PAZZA

alle 6.34 del mattino di oggi 5 gennaio 2005 ho deciso di tornare ad essere una persona "seria", o quanto meno a cercare di esserlo. Vi ricordate il berretto a sonagli di Pirandello? ognuno di noi in questa società assume il ruolo che è chiamato ad assumere e non può sfuggire a questo ruolo e alle proprie responsabilità (e questa è la corda seria); ma l'uomo non è solo quello che gli altri vogliono che lui sia, l'essere umano è anche irrazionalià ed impulsività (e questa è la corda pazza), che a volte chiedono di essere liberate dalla prigione del ruolo…in questo blog, quasi senza accorgemene, ho spesso liberato la mia corda pazza, ho dimenticato chi sono, o meglio chi sono per gli altri, mi sono lasciato andare a scrivere quello che sentivo in quel momento, liberando la mia impulsività e dimenticando volutamente di essere un uomo maturo, dal quale gli altri si attendono saggezza ed equilibrio e non esplosioni di "follia"; mi sono lasciato andare a quella parte infantile o adolescenziale che rimangono dentro ciascuno di noi anche a 100 anni (ricordo un'espressione di nonna Angela, che al compimento dei suoi cento anni, richiesta da un parente di rilasciare una dichiarazione spontanea, disse "…sapete ragazzi, non ho mai sopportato i vecchi…"). Ma la corda pazza porta a volte a conseguenze catastrofiche in una società dove ognuno di noi è incastrato molto bene nella propria casellina…altre volte le conseguenze non sono così gravi, ma si "perde la faccia" (a questo proposito colgo l'occasione per chiedere pubblicamente scusa a la.luisiana per la mail delirante che le ho mandato). E quando si esce dal proprio ruolo il prezzo da pagare è spesso molto alto: per chi non ricordasse il finale del berretto a sonagli, il marito tradito o presunto tale, chiede alla famiglia del traditore o presunto tale di mandare in manicomio la di lui moglie (che è perfettamente sana di mente) perché l'alibi della follia della moglie fedifraga è l'unico modo, secondo Svampa, di salvare l'onore senza ricorrere al delitto (d'onore appunto); in altre parole, il prezzo da pagare per avere contravvenuto anche senza volerlo alle regole e all'ordine costituito è il manicomio (o la galera), ovvero la definitiva privazione della libertà personale. Mi ero illuso che almeno qui, dove ognuno di noi usa uno pseudonimo e può fare apparire di sè l'immagine che vuole, si potesse liberare la corda pazza senza subirne le conseguenze; ma non è così: anche qui, se ciascuno di noi vuole salvare un minimo di onestà intellettuale, perfino qui la corda seria rivendica i propri diritti codificati, anche qui non è consentito, pena una silenziosa e progressiva emarginazione, lasciarsi andare, liberare senza freni la corda pazza. E allora delle due l'una: o uscire dal blog e rimettersi l'abito serio del proprio ruolo senza alcuna possibilità di evadere, o rimanere mantenendo sempre il proprio ruolo, ma in misura solo un po' meno rigida di quanto ci chiede la società fuori da questo rifugium peccatorum. Non so se resterò ancora o toglierò il disturbo, rassegnandomi al mio ruolo che almeno non mi costa la fatica della ribellione…(sai, da giovane è facile, poi…poi diventa difficile: si diventa cinici, pigri e malinconici, non si sa più se val la pena di lasciarsi andare, come il mare, come il mare…).

LA CORDA SERIA, LA CORDA PAZZAultima modifica: 2005-01-05T07:32:15+01:00da miclos
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8 pensieri su “LA CORDA SERIA, LA CORDA PAZZA

  1. non c’è tempo ….e solo un illusione….ch e vuoi che sia un anno in piu’ uno in meno….l’impo rtante e il bagaglio che ti porti dietro….andan do avanti continui ad imparare….ti lascio qui una frase a me molto cara..che dice “”vivi come se fosse l’ultimo giorno….impar a come se dovessi vivere per sempre” perche vedi ….non ce tempo…il domani e solo diverso da ieri perche’ ci saranno nuovi sogni nuovi progetti….e continua cosi un ciclo di vita che un giorno guarderai appagato e felice tanto da essere contento solo del fatto che sei vivo!…..cerca di apprezzare anche questo momento…signi fica che in te sta maturando un sentimento…ch e ti portera’ di sicuro ad amare la vita in modo piu’ maturo!….feli ce giornata e senza pensieri…rico rda che domani sara’ piu’ bello di ieri! Gilda

  2. Che succede? Come mai questo post che comincia ad avere il sapore di un addio? Volevo ringraziarti per il tuo umorismo e spirito, che mi risollevano; volevo dirti che ho scritto alcune considerazioni ulteriori in un post che mi hanno suggerito le tue osservazioni e quelle di altri; e dirti che insegno – insegnerei – Italiano e Storia. A presto, Gea

  3. La verità è che siamo noi a non riuscire a far vibrare del tutto la corda pazza, siamo noi ad essere inadeguati a questo stile di comunicazione . Ci hanno insegnato a rispettare i ruoli, ad essere sinceri, ad essere ciò che dobbiamo essere e tutto ciò ci tiene sempre un po’ tirati come marionette che rispondono ad un burattinaio (la vita, l’educazione, l’età…) Tu avevi pensato bene, qui si può essere più liberi e diversi a seconda delle situazioni, ma la nostra stessa coscienza ci impedisce di lasciarsi andare e ci richiama all’ordine. Ed è una stupidaggine. Se ci è stata data questa occasione per mostrare di noi un’immagine diversa, forse noi siamo anche così, forse il nostro ruolo codificato ci sta stretto. Facciamo ciò che abbiamo voglia di fare, per una volta, non mettiamoci noi stessi dei lacci. Facciamo ciò che sentiamo di fare e saremo anche così. L’unica cosa che non dobbiamo fare è mentire a noi stessi.Noi siamo anche quel che “sembriamo” qui.E non aspettiamoci giudizi. ciao e spero di trovarti ancora.

  4. La corda seria, la corda pazza, la razionalità, l’emotività, l’essere se stessi, essere ciò che gli altri s’aspettano e vogliono che siamo…
    Noi siamo il miscuglio di tutto questo, nè possiamo e dobbiamo abiurare a certi comandamenti che non sempre coincidono con quelli che la società, il ruolo che in essa abbiamo, l’età c’impongono. Una volta mi chiedesti come conciliavo questo mondo virtuale con quello reale, e parlasti giustamente di vite parallele. Non so se ricordi ciò che tentai, forse non troppo chiaramente, di risponderti (non ho avuto riscontro in merito). Ti dissi, e ribadisco che l’uno non esclude l’altro, che entrambi si possono completare, compensare, perchè ritengo che non si può e non si dovrebbe rinunciare ad essere se stessi, senza quei paletti che la vita reale ci pone davanti. Il tutto senza eccessi, e tenendo sempre presenti quegli imperativi categorici che sono sempre e comunque dentro di noi.
    Ti auguro un buon 2005 e, aspettando di leggerti, ti saluto caramente. Ilia

  5. domani sarò in S.Eustorgio per il corteo dei Magi…chissà se ci si incontra…ogni giorno Marco è una meraviglia sempre bisogna solo avere il coraggio e la gioia di un bambino ed allora tutto ti sembrerà trasparente e limpido, devi per te stesso buona serata ciao Giogiò

  6. Grazie, grazie per la tua vicinanza! No, non ho vinto io la lotteria ma la Befana, con un giorno di ritardo, mi ha fatto un regalo: mi ha telefonato la scuola (il Bronx) e Lunedì ricomincioooo!! !!
    Sono decisamente pazza, ma sono proprio felice. Magari la bloggers in questione ha semplicemente il blog “piantato” come è successo a me in questi giorni, vedrai, non posso pensare che sia scappata per qualche manifestazione di stima. O non me la racconti giusta? Scherzo!;-) e a presto, Gea

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