IL MARE

Oggi che l'oceano ha provocato una delle più gravi catastrofi naturali nella storia dell'uomo dobbiamo ricordare come il mare non porti solo morte, ma vita, amore, dolcezza infinita…riporto in questo post il testo di un grande poeta e musicista, morto in miseria nel 2002 dopo lunga malattia, messo all'indice già negli anni '70 come omosessuale, per lungo tempo dimenticato e rivalutato soltanto dopo la morte:  Umberto Bindi.

IO E IL MARE (Lauzi/Bindi)
Sembra ferma l'acqua chiara
Ma si muove, piano piano
Incomincia a fremere
Ha voglia di correre
Vibrazioni dell'anima
Che incomincia a conoscere
Emozioni semplici
Che comunque abituano
La nostra età ad andar sempre
Dove il cuore vuole
Come il mare
Come il mare
Io non torno più
A trovare lei
Lei, la spiaggia della foce
Che mi ha fatto amare il mare
La mi innamorai
La, dinanzi a lui
No, non mi son mai pentito
Ma la vita mi ha cambiato
Sai, da giovane è facile
Poi, poi diventa difficile
Si diventa cinici, pigri e malinconici
Non si sa più
Se val la pena di lasciarsi andare
Come il mare
Come il mare
Ma so che tornerò
Alla spiaggia della Foce
Quando tornan le lampare
Sarò trai pesci
Che avranno tirato su
Rinchiuso tra le loro reti
Gettate nel più profondo mare

IL MAREultima modifica: 2004-12-29T00:12:07+01:00da miclos
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10 pensieri su “IL MARE

  1. Di Umberto Bindi ho un dolce ricordo, insieme ad altri che custodisco nel cassetto della mia memoria.
    Quanto alla tua domanda, non indiscreta, ma, credo, sollecitata da una mente speculativa, rispondo senza remore, nè artifizi. Hai colto il punto focale nel momento in cui parli di vite parallele di plutarchiana memoria, e i miei parenti, quelli che sento veramente tali non tanto come vincolo di sangue, quanto come affinità elettive, i miei amici, quelli con i quali esiste da sempre e sempre una corrente di empatia, sono al corrente della mia “doppia vita”. Essi non la enfatizzano, nè la minimizzano, non l’approvano, nè la discutono, non la incoraggiano come “rifugio terapeutico”, come qualche “non addetto ai lavori” ebbe a dire, venendone a conoscenza per puro caso, nè la mettono al rogo. Semplicemente la rispettano. E tanto mi basta!
    Posso aggiungere che riesco a vivere entrambe queste vite, la reale e la virtuale, con la medesima intensità, con l’esatta percezione che esse sempre più sono l’una il naturale completamento dell’altra, e nel contempo con la consapevolezza che la seconda, che ha sostituito una solitaria pratica di scrittura, potrebbe morire così come è nata. La piena conoscenza della sua precarietà se da un lato non m’impedisce di continuare a coltivarla, dall’altro mi “corazza”, e non mi rende sua schiava.
    Spero di aver adeguatamente risposto alla tua domanda. Se così non fosse, cercherò di essere più chiara, se ci riuscirò.
    Ti auguro un buon 2005. Ilia

  2. Ciao Marco il grande Umberto magiche e stupende parole, proprio come il mare….come stai che fai di bello in questi giorni di vacanza….io ho avuto ancora anche il giorno di Natale problemi con mia madre, ma spero ora di riuscire un pò a rilassarmi, ne ho davvero bisogno….e chisssà che dici finalmente riusciremo a farci un caffè ciao e scusa auguri giogio

  3. La scuola non mi va, nel senso che il mio contratto è scaduto il 22 Dicembre e al momento non si profilano supplenze all’orizzonte. In questo periodo mi sento proprio come nella tua poesia “…diventa difficile, si divanta pigri, cinici e malinconici… “Che ansia! Godiamoci gli sgoccioli del 2004 e speriamo che il 2005 porti buone cose. Buon soggiorno in Costa Azzurra, a presto, Gea

  4. Ciao, sei molto gentile a farmi coraggio; io sono un po’ ingorda: molto meglio una bella maternità, di quelle che durano un anno, così sarei a posto per un bel pezzo!;-) Quando si sogna tanto vale farlo in grande.
    Scherzi a parte devo mantenere alto lo spirito, perchè mi sa che la gavetta sarà lunga. Grazie ancora. Un’ultima cosa: in passato mi auguravo di essere vecchia, adesso che lo sono davvero- e spero un po’ più saggia- ho capito che è come dici tu! Ciao e a presto, Gea

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