LA MACCHINA CHE SOVRASTA

Fuga dalla solitudine? ricerca di evasione? Internet ha soppiantato tutti gli altri strumenti di comunicazione. L'anonimato ci nasconde dalle brutte figure (in ogni senso), ma la comunicazione non va confusa con la relazione: quest'ultima non può che essere reale, non si può continuamente fuggire dalla realtà per compensare le proprie frustrazioni. E' quanto emerge da un'inchiesta pubblicata sul blog di Golem.  Vi invito ad ascoltare l'odierna puntata (del 10 novembre) della rubrica condotta da Gianluca Nicoletti. Riporto i passi più significativi dell' inchiesta sulla virtualità.

Aumentano le persone che navigano nel cyberspazio, ma anche quelle 'drogate' dalla Rete
Internet, quando della rete non si puo' piu' fare a meno
Solitudine, insoddisfazione nel matrimonio, stress, noia, depressione, problemi finanziari: sono tra i motivi che spingono un numero sempre maggiore di persone a cercare rifugio nel mondo virtuale della Rete, piu' ammaliante di quello reale. Ma, in verita', rischia di disconnetterci dalla vita vera.
Cresce il numero di persone collegate, cresce il tempo che ciascuno dedica alla navigazione nel cyberspazio, aumentano i casi di dipendenza da Internet. E' Il lato oscuro della "grande rete", quello dietro il quale si conterebbero migliaia di persone per le quali il web è un'autentica potentissima droga. Il cyberspazio diventa un mondo parallelo a quello vero e ben piu' ammaliante, fatto tra l'altro di alterazione del ritmo sonno-veglia, chat, sesso virtuale. Va precisato che non tutti coloro i quali navigano in rete ne diventano dipendenti. In casa, in ufficio e a scuola, milioni di persone ogni giorno spediscono e-mail, ricercano dati per i loro studi e affari, si tengono aggiornati. 
Questo tipo di utente non resta alzato tutta la notte per colloquiare nelle chat line, né va a trucidare draghi nei giochi interattivi. Continua a prestare attenzione alle relazioni che ha nella vita reale e non si sottrae a obblighi e responsabilità quotidiane. Eppure, ogni giorno un numero sempre maggiore di persone e di loro familiari viene fuori con racconti angosciosi di vite sfuggite al controllo. Il solo fatto di digitare la propria password da' origine a una serie di grossi problemi nel momento in cui questi soggetti sono arrivati a considerare Internet non come uno strumento tecnologico, ma come una tentazione tecnologica. E ad ammalarsi non sono maghi del computer: secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti, si tratta prevalentemente di persone a digiuno di informatica. Non solo: a sfatare il mito secondo il quale sarebbero gli uomini quelli piu' a rischio, si registra a sorpresa un 61% di donne, alcune delle quali oltre i 60 anni e assai poco pratiche con il pc. 
La dipendenza da Internet e' soprattutto una fuga. Sono almeno 10 i problemi dai quali si vuole fuggire: solitudine, insoddisfazione nel matrimonio, stress collegato al lavoro, noia, depressione, problemi finanziari, insicurezza dovuta all'aspetto fisico, ansia, lotta per uscire da altre dipendenze, vita sociale limitata. In Italia, si è cominciato a parlare di dipendenza da Internet nel 1997, quando è stata introdotta l'espressione 'Internet Related Psychopathology', secondo la convinzione che l'Internet Addiction Disorder consta di diverse forme di dipendenza: da gioco d'azzardo patologico on line, da cyber-relazioni, da cybersesso, da giochi di ruolo on line, da eccesso di informazioni.
Le fasi che portano alla vera e propria patologia sono due: quella tossicofilica, caratterizzata dall'incremento delle ore di collegamento, con conseguente perdita di ore di sonno, da controlli ripetuti di e-mail, siti preferiti, elevata frequenza di chat e gruppi di discussione, idee e fantasie ricorrenti su Internet, quando si è off line, accompagnati da malessere generale; quella tossicomanica, con collegamenti estremamente prolungati, al punto da compromettere la propria vita socio-affettiva, relazionale e lavorativa o di studio.

Anime gemelle on line

Alberoni:"ogni epoca ha i tipi di approccio che le consentono i suoi mezzi di comunicazione".Casalinghe , impiegati, professionisti e pensionati, in un modo o nell' altro riescono ogni giorno di più a tuffarsi in una relazione amorosa mediata dalla tecnologia

Trovare un' anima gemella, o semplicemente qualcuno per scambi erotico affettivi, è una delle molle più evidenti che creano dinamica tra gli esseri umani. La rete Internet sta diventando sempre di più il luogo dove si articola questa attività che tradizionalmente si svolgeva attraverso figure istituzionali (amici, parenti, il prete, l' agenzia per cuori solitari ecc). Davanti al monitor di un computer è dunque sempre più possibile che avvenga il colpo di fulmine che in passato solitamente scoccava in luoghi deputati all' incontro (feste, viaggi organizzati, discoteche , bar, balere ecc). Il bersaglio delle attese amorose invece ora naviga molto più facilmente nel cyberspazio e non soltanto per chi appartenga a una comunità quasi esoterica, ma indifferentemente per giovani come per adulti. Casalinghe, impiegati, professionisti e pensionati, in un modo o nell' altro riescono ogni giorno di più a tuffarsi in una relazione amorosa mediata dalla tecnologia.
L' annuncio amoroso, infatti, va al passo coi tempi, trasferendosi nello spazio virtuale e adeguandosi a desideri e bisogni dei navigatori. Chi cerca la dolce metà, e non sa dove trovarla, sempre più spesso prova con la rete. Qualcuno può farlo in orario d' ufficio attraverso il computer aziendale o di straforo in casa propria magari fingendo di appassionarsi a qualche video gioco, ma in realtà vagando nella disperata caccia all' uomo o alla donna che può dare anche solo l' illusione di poter trasgredire al menage quotidiano. Non solo l'annuncio cambia destinazione. Lo stesso vale anche per il primo incontro affidato all' online dating , nome tecnico per indicare gli appuntamenti tramite web, nonchè per il progredire della relazione affettiva, demandato a e.mail e chat line, fino alle più estreme (felici e/o tragiche) conseguenze, che vanno dalle unioni – più o meno durature – fino all'abbandono.
Dobbiamo imparare a confrontarci con questa evidenza, sentenziano gli esperti. ma dobbiamo anche imparare a difendercene. Il web ha la possibilità e, soprattutto, la capacità di influenzare modi e stili di vita quotidiani, in questo caso modificare tipologia e modalità degli incontri amorosi, affettivi ed erotici, di cambiare – dunque – la nostra percezione e, di conseguenza, l'orientamento del nostro agire. Nel dibattito sugli effetti delle nuove tecnologie interviene – a sorpresa – anche il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che un paio di giorni fa ha esortato i giovani a non fare un uso smodato di sms (per non parlare degli mms, nuovi messaggi corredati da fotografia) e li ha incitati: "fate come i vostri nonni e i vostri padri, amatevi e soprattutto scrivetevi di piu"'.
Francesco Alberoni, noto sociologo e autore di numerosi saggi sui comportamenti amorosi contestualizza le nuove modalità di incontro erotico: "ogni epoca ha i tipi di approccio che le consentono i suoi mezzi di comunicazione. Un tempo c'erano gli epistolari amorosi, oggi c'è internet". Non solo, ma secondo lo studioso il mezzo stesso avrebbe un forte potenziale deduttivo: "Il virtuale delimita uno spazio in cui è consentito godere di una maggiore intimità, tanto sul piano spirituale e sentimentale che puramente erotico".
Stefano Zecchi, professore di Estetica e opinionista telesalottiero è stato chiamato in causa sull' argomento e sembra provare nostalgia per le "vecchie maniere" di corteggiarsi: "Internet elimina il contatto fisico, immediato, ai miei tempi", racconta il professore, "i luoghi deputati degli incontri d'amore erano le feste. Erano, però, anche luoghi di grande frustrazione, in cui accadeva di toccare con mano la propria sconfitta. attraverso il web tutto ciò viene – in qualche modo – eliminato, nel senso che tutto è mediato, oltre che immediato, non c'è più una 'prima linea', le persone stesse – in fondo – sono fungibili l'una con l'altra" Zecchi sembra decisamente critico ad ogni nuova esperienza di amore virtuale: "occultarsi dietro un nickname significa non subire forti frustrazioni nel caso di un rifiuto. Non si può dire se sia stato meglio prima, oppure se è meglio ora semplicemente è un altro stile di vita, un altro approccio. certo che in tutto questo il corteggiamento e' morto! lo dico sempre ai miei studenti, e' un'arte che nessuno conosce piu"'.
"Se internet offre grandi possibilità, riserva tuttavia anche grandi rischi". lo sottolinea Maria Rita Parsi, psicologa infantile, nonchè autrice del volume collettivo chat, ti amo, "La rete serve ad azzerare molte fatiche, come trovare subito qualcuno, entrare immediatamente in contatto con lui, e così via. non c' è più impresa, tensione. però non va trascurato che, così, si rompe un accordo millenario sulla convenzione spazio-temporale. Non ci incontriamo più vis-a-vis, ma nel virtuale, nel pensiero, sul display dei cellulari, attraverso le foto spedite, ecc. lo spazio d'incontro diventa quello della nuova tecnologia e, in una frazione di secondo, il tempo viene cancellato: 'io penso a te', scrivo e spedisco. Ecco fatto è tutto consumo, senza consumo e il corpo, dove va a finire?".

LA MACCHINA CHE SOVRASTAultima modifica: 2004-11-10T19:27:35+01:00da miclos
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5 pensieri su “LA MACCHINA CHE SOVRASTA

  1. credo che il “caso internet” sia per certi versi uguale al “caso TV”…entrambi rappresentano per alcuni versi aspetti innovativi e perchè no, anche positivi ( vedi reperibilità immediata di più fonti di informazione, o anche di informazione che reperire per via cartacea sarebbe quasi impossibile, o perchè no? per quanto riguarda la chat, possibilità di “incontrare” e “conoscere” nuove persone, molte delle quali senza questo mezzo non si sarebbero potute conoscere per 100 e 1 motivi…etc etc) così come presentano aspetti assolutamente negativi ( e qui l’elenco sarebbe lungo parecchio). Credo che tutto dipenda da un’educazione all’utilizzo corretto di questa tecnologia, perchè come tutte le cose anch’essa presenta entrambe le facce della medaglia ( quella positiva e quella negativa) sta a noi educare ed autoeducarci ad un utilizzo il più corretto possibile ( perchè sia l’elogio che la condanna assoluta rimangono – secondo me- due posizioni entrambe scorrette, che portano più danni che miglioramenti) 😉 ciao

  2. sicuramente elimina il contatto fisico ma….se tu mi avessi conosciuta dal vivo avresti notato magari solo i miei bei occhioni…qui e uno scambio di emozioni….qua ndo mi sono messa davanti al pc sapevo bene che si tende a idializzare non ce tono di voce non ce mimica non ce odore….qualch e tempo fa iniziai a chattare per curiosita’ la trovai una bella vetrina…incon travo il bullo il timido l’introverso l’insicuro il macho il micio….insomm a un po’ come sedersi in una piazza e studiare le persone che ti passano accanto….pens ieri emozioni confessioni che nella vita reale tendi a nascondere oppure non dici neanche a te stesso….forse una volta si parlava di virtuale oggi si parla di un punto d’incontro…. si conoscono cosi persona che non avresti modo di incontrare per strada oppure non avresti il temp e la voglia di ascoltare…..r imane sempre il se’….se’ dietro al monitor non ce la persona che si descrive…oppu re se veramente l’altro ha letto bene tra le righe insomma rimane sempre un punto di domanda…l’im portante pero’ e non lasciarsi troppo prendere e essere sempre consapevoli che anche quando credi di aver capito o trovato la persona giusta alla fine non lo e’ mai…oppure e troppo….felic e domenica Gilda

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