NO, CHI VINCE O CHI PERDE NON E’ LA STESSA COSA

AGGIORNAMENTO del 3/11/2004 ore 17.39-

Kerry ha ammesso la sconfitta, Bush è stato rieletto alla presidenza degli Stati Uniti per altri quattro anni. Tutti contenti: Berlusconi, Putin, il primo ministro giapponese, la borsa…guarda caso, il Gotha del capitalismo mondiale. Non faccio commenti…ne riparleremo tra qualche anno…

C'è chi sostiene che qualunque sia l'esito delle elezioni americane non cambierà niente o quasi nella politica degli Stati Uniti. Io non condivido questa tesi. Se è vero che tutto o quasi in quel paese passa attraverso il tritacarne mediatico (per cui una smorfia o il colore di una cravatta dei candidati possono cambiare l'orientamento degli elettori), è altrettanto vero che in questo caso la posta in gioco è molto alta, e il notevole incremento di votanti rispetto alle scorse elezioni ne è la riprova. Non ci sono in gioco solo la guerra ed il terrorismo, argomenti di fondamentale importanza, sui quali tuttavia probabilmente la politica estera dell'unica grande superpotenza non potrebbe cambiare, se non molto lentamente, indipendentemente da chi sarà eletto nuovo presidente. Qui c'è in gioco la stessa sorte di questo pianeta: le alte temperature di questi giorni nelle nostre regioni meridionali ed i concomitanti acquazzoni delle regioni settentrionali non sono eventi "eccezionali", ma sono la naturale e logica conseguenza dell'effetto serra: molti tra i più autorevoli scienziati del mondo concordano sulla necessità di una DRASTICA riduzione  nei prossimi decenni della quantità di CO2 emessa artificialmente nell'atmosfera dagli inquinanti  (secondo gli esperti la quantità di anidride carbonica andrebbe ridotta di almeno il 70% contro un misero 8% per cento sottoscritto nel protocollo di Kyoto). Gli Stati Uniti non hanno aderito neppure al misero compromesso siglato a Kyoto, eppure i due candidati alla presidenza in campagna elettorale hanno dichiarato possibili soluzioni, tra loro antitetiche, alla gravissima crisi dell'ecosistema , ed è innegabile che uno dei due candidati si è rivelato ben più sensibile dell'avversario rispetto a questo tema. E' pur vero che si tratta pur sempre di promesse elettorali, per loro natura suscettibili di essere disattese. Tuttavia, se io fossi un elettore americano, mi aggrapperei ugualmente a questa speranza come un naufrago  all'unica zattera disponibile. 

NO, CHI VINCE O CHI PERDE NON E’ LA STESSA COSAultima modifica: 2004-11-02T23:31:51+01:00da miclos
Reposta per primo quest’articolo

5 pensieri su “NO, CHI VINCE O CHI PERDE NON E’ LA STESSA COSA

  1. trovo sempre difficoltà nel parlare di argomenti politici..non perchè non m’interessi, semplicemente perchè sono conscia del non poter mai avere una visione a 360gradi, e questo lega parecchio le mani quando si tratta di scegliere per il meglio, rincorrendo quella che è la verità ( perchè alla fine si sà…gli unici a sapere quello che veramente combinano di buono come di marcio, son solo quelli che dovrebbero rappresentarci, e governare….qu ando viene fatto lo scoop su una magagna..poi alla fine quello che arriva agli occhi dell’opinione pubblica è soltanto 1/5 – se va di lusso- ). Ma malgrado questo c’è un punto questa volta che in ogni caso mi spinge a poter dare un giudizio e fare una considerazione: credo che colui che oggi è stato riconfermato, avesse troppo le mani sporche di sangue (ma che si sa egregiamente pulire con i soldi) per poter essere chiamato ancora presidente ( e quando parlo di sangue non faccio distinzione di paese). con l’altro sarebbe stato diverso? diverso si, ma questo non significa che sarebbe stato un miglioramento certo….perchè è ovvio, tutti son capaci a fare i propri interessi, ma almeno non avrebbe avuto le mani sporche di tanto sangue, e vista la linea politica forse non avrebbe nemmeno potuto sporcarsele…q uanto poi a quello a cui fai riferimento tuo nel post, credo che dovranno passare molti altri anni e moltissimi altri danni ecologici prima che venga fatto qualcosa… ( a meno che Bush non trovi – ma la vedo difficile- possibilità di interessi ed entroiti in cambiamenti simili…mmm ma qualcosa mi dice che non sarà così…sai com’è gli introiti provenienti dalla fabbriche produttrici di armi e affini, di questi tempi, son più facili….)

  2. La scelta è stata fatta, consapevole o meno, intelligente o meno, azzardata, ponderata, e quant’altro, ma il nuovo, anzi il vecchio presidente è stato proclamato, tra la gioia di “grandi e piccini”. anche se non so chi siano i grandi, i piccini, sì. Ed ora???
    U saluto. Ilia

  3. Avevo già visto al cinema Farenhait 9/11, insieme a mio figlio, che voleva per compagna nella visione di questo film “una persona che la pensi esattamente come me”! In realtà, benchè riluttante, sono stata felicissima di averlo accompagnato e di aver condiviso, come due compagni, la stessa passionalità dei nostri comuni ideali, delle nostre posizioni, difese con forza… impotente. Questa sera su rai tre hanno trasmesso un altro film, “bowling a columbine” naturalmente antecedente, ma molto di più ampio respiro, non concentrato sulla sola persona di Bush, ma dell’intero popolo, americano, sulle sue vistose contraddizioni. Il film mi ha letteralmente shoccata. Ne avrei voluto parlare, nel mio blog, ma, vista l’ora, rimanderò a domani, forse, se lo sgomento di quel che ho visto e capito è ancora tanto vivo, se la mia attuale “quotidinità” me lo consentirà.
    Mala sanità? Ne sto conoscendo di tutti i tipi e in ogni dove, ahimè!
    Un saluto. Ilia

Lascia un commento