SIAMO TUTTI SCHEDATI

Riporto due redazionali che, oltre ad essere molto ineressanti, sono collegati tra loro da un filo logico ineccepibile. Lascio a voi i commenti…

INDYMEDIA/ BULGARELLI: CHIUSURA SITO, GOVERNO HA AVUTO UN RUOLO?
09/10/2004 – 15:30 "Questione dai contorni inquietanti"
Roma, 9 ott. (Apcom) – "La notizia che l'operazione poliziesca contro Indymedia è stata sollecitata da una richiesta del governo italiano rende sempre più inquietanti i contorni di questa retata contro la libertà d'espressione". Il deputato dei verdi Mauro Bulgarelli torna sull'operazione dell' Fbi che ha provocato la chiusura di circa 20 nodi della rete mondiale Indymedia, tra cui quello italiano. "A questo punto è evidente che l'attacco contro Indymedia ha l'obiettivo di mettere il bavaglio al movimento che in rete contesta lo stato di guerra permanente voluto dall'amministrazione Usa. E' un'operazione di polizia globale, scatenata nel cyberspazio contro quell'universo del mediattivismo che attraverso la rete mette in circolazione non solo informazione libera ma pratiche, saperi, democrazia", aggiunge.
"Ma occorre anche sapere – continua l'esponente dei Verdi – che ruolo il nostro governo ha giocato in questa aggressione, se esistono inchieste della magistratura o se l'iniziativa rientri nella politica di subalternità dello stato italiano nei confronti degli Stati uniti. Certo è – conclude Bulgarelli – che questa vicenda non può rimanere sotto silenzio: occorre ricostruirne tutti i passaggi e fare luce su tutti i soggetti entrati in gioco e se il governo italiano è tra questi, esso ha l'obbligo di chiarire che interesse abbia a oscurare Indymedia".

copyright @ 2004 APCOM

DIRITTI UMANI


NELLA RETE DEL SISTEMA

di Wendy D'Olive

SPIONAGGIO.
Il Grande Fratello
È ufficiale: siamo tutti schedati. Le nostre conversazioni memorizzate, i nostri incontri fotografati, ogni nostro spostamento filmato da telecamere. L'occhio, l'Orecchio e la memoria del Sistema hanno un nome: Echelon.

Il Cervello. Finalmente il Parlamento europeo ha deciso di aprire una commissione d'inchiesta su Echelon, il progetto di spionaggio creato negli USA in collaborazione con i paesi sottoscrittori dell'accordo UKUSA (Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda). La proposta, presentata tre mesi fa, era partita in seguito alle indiscrezioni sulla possibilità che la National Security Agency avesse creato un complesso sistema di memorizzazione e raccolta dati attraverso microsistemi di ascolto innestati in computer IBM dotati di sistema operativo Microsoft.

L'Orecchio. Il nuovo intervento a favore della privacy testimonia come anche i cellulari possano diventare un boomerang: da elemento di massima libertà di comunicazione ad orecchio sempre all'erta del Grande Fratello. Lo dimostrano i frequenti casi di indagini della Polizia risolti con la localizzazione di un indiziato tramite il suo cellulare. Anche spento, comunque "qualcuno" potrebbe individuarvi con una precisione di 30 metri. Stefano Rodotà, il Garante in materia, ha chiesto una dettagliata relazione tecnica ai tre gestori della telefonia mobile (Tim, Omnitel e Wind) per vederci chiaro. La tecnologia cambia rapidamente ed è notizia di oggi (probabilmente già superata…) che il servizio di localizzazione viene offerto ai privati dai provider, da Yahoo! al Consorzio Cursor. Per ora possiamo proteggerci, apparentemente, disattivando il servizio di ricerca nei cellulari di ultima generazione oppure scomponendo dall'apparecchio la batteria.

L'Occhio. Grazie alla presenza dei ministeri e della sede del governo, Roma batte Milano per 726 telecamere a 213. Un occhio intelligente che personalizza l'attenzione sulle aziende private a Milano, sulle istituzioni ed Enti pubblici a Roma, mentre a Napoli sui commissariati e comandi di Polizia, a differenza di Verona, dove lo sguardo indagatore scruta le caserme. Un totale di circa un milione di apparecchi, puntati sulla gente e, forse per aggiungerci una funzione intimidatoria, posti in alto, sui portoni e sui cornicioni soprattutto dei centri storici. Un evidente contrasto con l'antichità e il fascino dei luoghi: monumenti, che nonostante l'incuria e l'inquinamento continuano a collegarci con la storia, manomessi da protesi tecnologiche frutto di una proliferazione strumentalizzata ed invasiva. Siamo in regime di "stretta sorveglianza" e poco ci conforta avere finalmente un primato rispetto ai newyorkesi: ne abbiamo più di Manhattan! Certo gli americani corrono ai ripari e l'FBI acquisisce Carnivore, un sistema per filtrare, catalogare, riciclare, milioni di messaggi di posta elettronica.


INFANZIA.
Il Guardiano del parco
Chiusura speciale, una fascia adesiva che si stringe al polso, poco più ingombrante di un orologio, il braccialetto elettronico da applicare ai bambini prima di lasciarli liberi di giocare nel parco acquatico nei pressi di Denver, Colorado, costa solo 6.000 lire. Poche di fronte al potersi distendere e smettere di tenere gli occhi puntati sugli irrequieti pargoli. Ad osservarli ci pensa il trasmettitore in collaborazione con 14 antenne, che installate dietro gli alberi li tengono costantemente sotto controllo. A niente valgono gli sforzi per liberarsene, solamente l'intervento di un guardiano può consentire di uscire dal giardino delle meraviglie senza essere segnalati. Difatti in caso di allarme, per rintracciare all'istante il bambino, basta recarsi negli appositi chioschetti attrezzati con scanner e mappa elettronica e far leggere il codice a barre per ottenere il responso. Un'ottima soluzione per godersi con tranquillità una bella giornata di vacanza ma, mettendosi nei panni dei bambini, questi oggetti non assomigliano troppo a quelli da poco messi in dotazione ed applicati a polsi e caviglie di individui americani agli arresti domiciliari? Ma certo, loro sono piccoli, che ne sanno della politica, però la televisione la vedono, tanta, troppa e probabilmente qualcosa l'hanno intuita. Speriamolo.

Povertà.
L'altra faccia del nostro mondo
Siamo abituati a vedere la povertà come uno spettro che si aggira fra le favelas brasiliane, nelle strade trasformate a fogne aperte dei Paesi africani, ma di fronte ai dati forniti dall'Unicef dove un bambino su sei vive in miseria nei Paesi sviluppati, le certezze dei nostri criteri di associazione mentale vengono meno. Dice il proverbio: "Tutto il mondo è Paese" ed è proprio di un intero Paese, di un terreno globale che ci dovremmo occupare. La povertà materiale e la miseria spirituale, ancora più frequente, risiedono nel nostro stesso comune, non serve chiuderla fuori dai nostri pensieri, vi ci specchiamo ogni giorno.
Quarantasette milioni di persone sono in condizioni indigenti, persone che vivono, abitano, frequentano scuole e strutture, le stesse nostre e che come noi si confrontano con il sistema sociale, ma che fra le mura domestiche convivono con una realtà tessuta di miseria, di disoccupazione, di accattonaggio, di studi non finiti, di piccoli reati. E sono lì, dietro la porta accanto, che fanno di tutto per apparire parte del gruppo, mimetizzati da abiti firmati, motorino di tendenza, accessori di "riconoscimento" a quel settore politico, quando di politica non si interessano. A dispetto dell'aumento dei redditi, nei risultati forniti all'Unicef dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), l'indigenza mette a rischio la salute psicofisica e il relativo sviluppo sotto diversi punti di vista dell'individuo, in particolare dei bambini: dati subdoli, legati a variazioni di percentuali che vedono in testa la Polonia con il 93,1 per cento dell'infanzia in assoluta povertà, a seguire: l'Ungheria con il 90,6; Republica Ceca 83,1; Spagna 42,8; Italia 36,1; Gran Bretagna 29,1, e negli USA dove sono ben 13 milioni e mezzo i bambini in condizioni estreme. La statistica non procede meglio per quanto riguarda le famiglie con un reddito sotto il 50 per cento della media nazionale. La graduatoria inizia dal Messico con il 26,2 per cento, seguita dagli USA con il 22,4 e dall'Italia con il 20,5 e via di questo passo. In tutto il mondo, la spesa pubblica per i diritti sociali è insufficiente e distribuita erroneamente. È quindi con un adeguato accesso all'informazione e alla conoscenza (anche quella del porta a porta) che possiamo dare una chance in più per colmare il divario fra chi vive con meno di un dollaro al giorno (un miliardo e duecentomila persone) e i mille miliardi di dollari delle 200 persone più ricche del pianeta, sullo stesso spicchio di Terra.

SIAMO TUTTI SCHEDATIultima modifica: 2004-10-09T17:30:09+02:00da miclos
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8 pensieri su “SIAMO TUTTI SCHEDATI

  1. Ci sono modi e modi di trascorrere un giorno festivo come il sabato. Anche quello di leggerti e riflettere è un modo.Un po’ angosciante, se vogliamo, ma utile. Riflettere però non basta e neanche i miseri tentativi di difendersi, secondo me. Ci vorrebbe qualcosa, peccato che io non sappia neppure lontanamente cosa…

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