EROS E THANATOS

Eros…

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei. (P.Neruda)

Thanatos…

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi…

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti. (C.Pavese)

EROS E THANATOSultima modifica: 2004-10-06T01:18:12+02:00da miclos
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12 pensieri su “EROS E THANATOS

  1. Ne sei proprio sicuro? Io ho forti dubbi! Penso che ne dovremmo proprio discutere più diffusamente.
    Adoro sia Neruda che Pavese, di cui voglio riportare, se vuoi leggerli, alcuni versi che mi corrispondono molto
    “…Oh, conoscessi un Dio,
    così vorrei pregarlo: quando il petto
    mi si gonfia ricolmo di un’ondata
    di poesia ardente e dalle labbra
    mi sfuggon rotte sillabe che ansioso
    tento di collegare in forma d’arte,
    quando più riardo e più deliro, oh, allora
    mi si schianti una vena accanto al cuore
    e soffochi così senza un rimpianto.
    Un saluto. Ilia

  2. capisco bene cosa provi, forse più di quanti tu possa credere, ma ho scelto di star fuori, spesso mi sono sentita usata, strumentalizzat a ma fa parte di una vita fa. Tutto serve, e tutto ci accade nel momento in cui riusciamo e sappiamo sopportarlo, non so cosa sia accaduto e forse neanche mi interessa, sensazioni che fanno parte di noi e resteranno con noi fino a quando non dimenticheremo, ma passeranno, tutto passa in questa vita che appare sempre più come un fiume in corsa. Blogzine è un esperimento neonato, una piccola parte di un mondo che a ben guardare è molto più di quello che appare, blogzine vuole dimostrare questo. non sappiamo se ci riusciremo, intanto ci proviamo e poi vedremo.

  3. stupendo pavese..è uno dei miei scrittori preferiti! ho finito di rileggere da poco prima che il gallo canti, con i libri che amo faccio così , mi capita di rileggerli all’infinito e ogni volta scoprire nuovi percorsi ..
    per le tue riflessioni sulla virtualità e realtà ti risponderò più approfonditamen te per email, appena ho un momento di pace, in questi giorni sono sotto pressione ..il 31 si avvicina e voglio che tutto sia perfetto o quasi 🙂
    un caro saluto silvia

  4. No, non sono una cavallerizza, anche se amo molto i cavalli. Ma questi hanno una connotazione diversa:potrebb ero rappresentare la fuga, la salvezza, la libertà, e tuttavia, nulla di tutto ciò. Senza un generoso cavaliere, senza le buone magie di una fata…E mi accontento di “cavalcare” un sogno che so irrealizzzabile anche nella fantasia.
    La “ricerca” che mi indichi la farò in un altro momento.
    Un saluto, Ilia

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