L’ITALIA DI NONNO LIBERO (da “Porta a porta” del 21 settembre 2004).

Nell’Italia di nonno Libero (Lino Banfi per i pochi sprovveduti che ancora non lo sapessero) gli anziani devono innanzitutto fare i baby sitters, al massimo possono ballare nelle poche ore libere in qualche squallida balera ghetto (naturalmente solo il “lissio” e qualche giro di valzer con i pari età o con i parenti stretti). Una partita a scopone al bar è concessa, ma non più di due o tre volte la settimana; ai più scatenati è permessa una partita a bocce di tanto in tanto. Naturalmente devono anche portare a spasso il cane e curare l’orto…Ma se gli acciacchi non consentono loro queste mansioni all’anziano viene più o meno apertamente ventilata dai parenti la “soluzione” del lagher (pardon, casa di riposo). L’anziano non deve avere desideri (tanto meno erotici), pulsioni e sentimenti personali come qualsiasi altro essere umano: a nonno Libero gli unici sentimenti concessi sono quelli per i propri nipotini; nella mielosa Italia di nonno Libero e di miss Italia ognuno ha un suo ruolo ben preciso, non può sgarrare, se sgarra è un reprobo e viene immediatamente emarginato come un diverso…
Sapete, a me viene in mente una canzone di Gino Paoli (“ma andate a…!” dall’album “I semafori rossi non sono Dio”) che dice più o meno così: “mi sono proprio rotto e vado via, in un luogo ove ognuno è accettato per quel che è, dove non serve la carta d’identità, e se voi state qui…andate a…!”.

L’ITALIA DI NONNO LIBERO (da “Porta a porta” del 21 settembre 2004).ultima modifica: 2004-09-22T09:09:52+02:00da miclos
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9 pensieri su “L’ITALIA DI NONNO LIBERO (da “Porta a porta” del 21 settembre 2004).

  1. Quando mi capita di incontrare per strada qualche nonnino o nonnina la prima cosa che farei è quella di abbracciarmeli e stringerli al cuore……quan ta tenerezza che suscitano e quanta umanità che trasuda dalle loro stanche membra……..a nime in cerca d’affetto….. come chiunque altro nella vita, ma che hanno smesso, vuoi per l’età, vuoi per le forze, di avere il coraggio di aspettarlo. Una serena notte Marco. Giò

  2. D’istinto sarei d’accordo con te su tutta la linea.Emarginaz ioni, classificazioni , modelli, tutto da buttare. E tuttavia…Guar da che ho anch’io la mia bella età e adoro ballare. Ora, le balere per il liscio non mi corrispondono, ma mi ci vedi in discoteca a muovermi come una velina? Eppure saprei farlo benissimo…Son o certa che l’anziano avrà i suoi desideri erotici,ma per lui è difficile trovare le situazioni per poterli realizzare.Sopr attutto se si tratta di donne. Certi condizionamenti esistono nostro malgrado. L’argomento è interessante e andrebbe sviluppato.

  3. Sono pienamente d’accordo con te su tutta la linea. gli anziani, se autonomi, autosufficienti e validi per un aiuto concreto, sono e rimangono i nostri genitori, i nostri nonni, tanto per rimanere nell’ambito strettamente familiare, diversamente, sono pesi da depositare da qualche parte, dalle più lussuose casa per anziani, fornite di tutti i conforts, per i più abbienti, alle squallide “prigioni”, tu forse più adeguatamente li hai chiamati lager, per i meno fortunati economicamente. In entrambi i casi, l’anziano è strappato dalla sua casa, dalle sue abitudini, dai suoi affetti che, soli, gli danno la forza, il coraggio, una ragione per continuare a vivere. Mio padre non era molto anziano, ma, vittima di un ictus, inabile. Ma mai, dico mai, è passato per la testa a me o a mia sorella di privarlo della sua casa, che era anche la nostra, vivendo tutti insieme in un palazzetto a tre piani, , nemmeno per una provvisoria permanenza un centro di fisioterapia. Erano i suoi dolci occhi che ci chiedevano di non allontanarlo da noi, dai suoi nipotini, nonchè dalle sue figlie. Stavamo sempre insieme. E chiamammo un fisioterapista che veniva a casa. Egli, solo con lo sguardo, uno sguardo intenso, pieno di amore, ci esprimeva la sua gratitudine. E questo ci ripagava di tutti gl’indispensab ili sacrifici e rinunce che, neanche ci pesava più di fare. Dovremmo tutti qualche volta che, domani, chi prima, chi dopo, andremo ad ingrossare le fila degli anziani, dato il prolungamento della vita, e comportarci di conseguenza, perchè ” chi semina vento, raccoglie tempesta”! Un caro saluto

  4. Prof, hai ragione, ci vogliono ingabbiare, però in fin dei conti c’è un tentavo malcelato e démodé di portare un po’ di ordine nei vecchi valori, la famiglia, l’unione, tutti per uno uno per tutti, i punti di riferimento, una specie di tentativo per molti versi mal riuscito di riabilitazione dell’anziano, perchè in fin dei conti, quel valzer un po’ stonato che è iniziato fra nonno Libero e la tizia francese in fin dei conti fa ben sperare che qualcosa si gonfi oltre al petto del bravo nonno. e scusa il francesismo.
    E poi in fin dei conti la stragrande maggioranza ha ancora questa visione romantica di un paese tutto canzonette e sentimentalismi . Come deluderli? Fa un po’ pubblicità della Unieuro.

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