MISS ITALIA: DI ANNO IN ANNO SEMPRE PEGGIO

non ho resistito per più di 10 minuti ieri sera su Rai 1 (interviste alle miss): domande idiote e risposte tutte uguali preconfezionate; i peggiori luoghi comuni dell’incultura nazional-popolare alla Pippo Baudo sembrano essere immortali. Domanda numero 1: “qual è il tuo uomo ideale?” risposte tutte uguali tranne una (la ragazza però poi ha fatto una gaffe mostruosa sull’avvenenza del patron Maragliani):”alto, muscoloso, sorriso smagliante” ed una concorrente col sorriso da oca giuliva ha aggiunto “che mi sappia dominare”. Domanda numero 2: “Qual è il tuo motto?” risposta più gettonata: “vivi e lascia vivere”, ma una concorrente, nel dubbio che il messaggio non fosse abbastanza chiaro, ha aggiunto: “fatti i fatti tuoi”. La cosa più triste non è l’esposizione della mercanzia -carne umana- ormai considerata dalle più o meno avvenenti ragazze (tutte dotate delle stesse misure e di una cultura almeno medio superiore) come l’indispensabile viatico per raggiungere il successo, la constatazione più triste è che a milioni di telespettatori questo deteriore qualunquismo da restaurazione di una società postmoderna, senza altri valori oltre quello del dio denaro, viene fatto passare come IL sistema di valori (naturalmente non dichiarato) -per antonomasia. Che squallore!

MISS ITALIA: DI ANNO IN ANNO SEMPRE PEGGIOultima modifica: 2004-09-19T11:48:03+02:00da miclos
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6 pensieri su “MISS ITALIA: DI ANNO IN ANNO SEMPRE PEGGIO

  1. personalmente?. ..bè se ti riferisci al raduno ad Assisi non ci saro’ non mi e’ possibile…son o contenta che non hai mollato….ques to e’ un tuo angolo che nessuno deve toglierti….co ntinuo a leggerti torno presto…tu hai un modo molto semplice di conoscermi basta leggermi….son o felice che tu abbia cambiato idea…molti hanno lasciato ma non credo sia servito ne a loro ne a chi li leggeva…la vita e fatta di porte chiuse…teniam o aperta almeno questa…felice domenica Gilda

  2. Sono perfettamente in sintonia con te. Mercificazione squallida e vergognosa del corpo di quasi bambine, e la cosa più triste è che i genitori sono ben felici di avallare questa cosa, in nome del dio danaro e del presunto quanto effimero successo. E’ proprio vero che i soldi non hanno nè odore, nè sapore!
    Ciò che dici delle tue dolorose esperienze mi induce ancora una volta a pensare che la sofferenza è una “legge generale”, ahimè, valevole per tutto il genere umano, nel privato, come nel globale. Siamo nell’era della globalizzazione , anche…del dolore. Un abbraccio solidale.

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