BLOGS

A distanza di circa un mese dall’inizio di questa personale esperienza del blog, mi sembra opportuno fare alcune riflessioni che sottopongo alla vostra attenzione nella speranza di suscitare a mia volta vostre riflessioni e considerazioni sul tema.
La prima domanda che mi sono fatto è “perché?”. La seconda: “a cosa serve?”. La terza: “cui prodest? (a chi giova?)”.
Alcuni di voi mi hanno convinto a suo tempo a non andarmene da qui, dal momento che inizialmente l’intenzione di aprire un blog non l’avevo neanche nell’anticamera del cervello. Sono abituato a chiedermi il perché delle cose per deformazione professionale.
Ci sono tre possibili risposte alla prima domanda:
1) i blog servono per conoscersi 2) i blogs servono per scambiare delle idee o delle semplici informazioni 3) i blogs servono come “intermediari di se stessi”. Vediamo.
1) Ci sono diversi livelli di conoscenza: a) razionale b) affettiva c) sensuale; questi sono i livelli tradizionali, ai quali va aggiunto il livello d) virtuale.
La conoscenza razionale è basata su uno scambio di informazioni tra mittente e destinatario; non coinvolge i sentimenti né la sessualità, è un livello “neutro”, ma può scatenare tensioni e rivalità se lo scambio di dati avviene a livello “ideologico”, in quanto l’ideologia è per sua stessa definizione sempre precostituita: il livello di conoscenza ideologico non conosce dialogo, è solo una vetrina di diverse idee precostituite senza alcuna possibilità di un vero “scambio”. Viceversa un approccio non ideologico per approdare ad un vero dialogo necessità di una sorta di fiducia preventiva nelle persone con cui si vorrebbero scambiare le idee (la stima per chi dialoga con noi è un prerequisito indispensabile senza il quale nessuno di noi è disposto a cambiare le proprie idee sulla base delle nuove informazioni acquisite, in quanto per fidarci di tali informazioni dobbiamo appunto stimare i mittenti). I blogs appartengono normalmente ad illustri sconosciuti (per noi) e pertanto, a meno di non fidarci “per istinto”, le informazioni che leggiamo non possono dare alcun contributo all’evoluzione delle nostre conoscenze ed ancor più delle nostre convinzioni, a meno che tali frquentazioni non facciano un salto di qualità (vedi infra). Inoltre il blogger è quasi sempre anonimo; di certo L’ANONIMATO IMPEDISCE QUALSIASI VERA CONOSCENZA, ma su questo punto tornerò più avanti.
La conoscenza affettiva si basa o su rapporti di parentela, o su rapporti di amicizia o su rapporti d’amore. In tutti tre i casi è indispensabile requisito per approdare a tale livello di conoscenza avere a che fare con una persona REALE, in quanto il livello affettivo richiede uno scambio di informazioni non solo razionale, e ciò è del tutto ovvio.
Il livello sensuale richiede una conoscenza fisica che su internet si può solo provare a descrivere in funzione di velleità letterarie o del proprio narcisismo.
Rimane da analizzare il quarto livello, quello virtuale, a cui appartiene tutto quanto proviene dalle fonti delle nuove tecnologie informatiche. Definire il livello di conoscenza virtuale è praticamente impossibile, in quanto la conoscenza virtuale è una NON conoscenza: noi non abbiamo di fronte una persona in carne ed ossa con cui dialogare o scambiare sentimenti ed emozioni, noi abbiamo di fronte il monitor di una macchina che per sua natura è solo uno strumento nelle nostre mani, ed è questo il punto (e qui rispondo alla seconda domanda): l’unico modo utile per usare uno strumento è quello previsto da chi lo ha costruito. Per che cosa è stato costruito questo strumento? solo ed unicamente PER SCAMBIARE INFORMAZIONI con grande velocità e senza limiti spazio-temporali. Ogni altro uso è del tutto improprio o arbitrario, almeno nelle intenzioni dei costruttori. Ecco perché un uso improprio dei blogs porta inevitabilmente a confondere un semplice strumento di trasmissione di dati con una sorta di confidente virtuale, o come uno specchio della nostra interiorità, o come uno strumento per mettersi in evidenza; tutte cose che sono fuorvianti rispetto alla normale destinazione della macchina. E ancor di più i post dei blogs NON POSSONO ESSERE DIARI VIRTUALI in quanto le informazioni si scambiano necessariamente con altre persone, mentre i vecchi diari intimi per loro natura sono sempre stati destinati a noi stessi, tanto è vero che sono sempre stati nascosti anche ai parenti più stretti.
Dunque i blogs non possono rappresentare, in quanto tali, né uno strumento di conoscenza, né un diario virtuale, e neppure una vetrina letteraria (sono troppo pochi i lettori per mettersi alla prova come scrittori). A complicare questa sagra degli equivoci ci si mette anche l’anonimato. L’anonimo virtuale non è né l’anonimo sirventese del trecento, né l’anonimo veneziano, e neppure il milite ignoto; l’anonimo virtuale è solo un frustrato che ha paura di comunicare agli altri i propri dati anagrafici. Come ho cercato di dimostrare internet NON E’ UNO STRUMENTO DI CONOSCENZA, ma almeno potrebbe costituire un modo per facilitare nuove conoscenze; se però io mantengo l’anonimato mi inibisco sul nascere anche quest’unica possibilità di ampliare le mie conoscenze reali.
E veniamo alla risposta alla terza domanda: questo servizio giova sicuramente all’immagine e quindi a proventi di chi lo gestisce. POTREBBE, se usato opportunamente, essere utile per diffondere informazioni utili a chi desidera realmente conoscere persone nuove per migliorare la conoscenza di se stesso e degli altri e non semplicemente per mettersi in mostra. Un uso decisamente efficace in tal senso, in nome di un sano proselitismo, è ad esempio quello di Misho, il frate francescano che ha aperto un blog per diffondere la parola di Gesù: sono stato a trovarlo ieri, ho macinato molti chilometri in auto per parlare con lui, ma vi garantisco che ne è valsa la pena.

BLOGSultima modifica: 2004-08-11T21:22:06+02:00da miclos
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11 pensieri su “BLOGS

  1. un’analisi interessante e soprattutto,nel la marea di disquisizioni sul blog che periodicamente sono oggetto di post, razionale e non puramente emotiva o ,come spesso si verifica, giustificativa. Non concordo su tutto, e quello su cui la penso in egual modo, probabilmente è proprio quello che da una maggioranza di bloggers potrebbe esserti contestato,ossi a il blog come introspezione e diario in cui esprimere se stessi. In realtà sotto una certa ottica è così,ma come l’attore che esprime se stesso su un palcoscenico,da vanti ad un pubblico ignoto, nelle vesti di un personaggio, e cerca l’applauso, sotto forma di commenti e i propri commenti sono,magari incosciamente,n ella loro positività che dispensa amore e calore tesi a ricevere altrettanto in cambio. Non concordo invece sulla categoricità che attribuisci all’anonimato dei bloggers. Ci sono bloggers che rispondono alla tua tipologia, ce ne sono che recitano una parte,a volte come un vivere una vita virtuale più appagante della reale e ce ne sono che mostrano veramente se stessi ed anche nei confronti di chi non si conosce fisicamente si instaura un rapporto di stima, a volte di amicizia, sino anche a trasportare il rapporto su altri piani più diretti. Comunque dietro ogni blog c’è una personae puoi conoscerla attraverso mille sfumature.Ma il discorso è lungo e più che un commento sto scrivendo un post 🙂 .Laura (giusto per smentire almeno con il nome le tue idee sull’anonimato )

  2. La tua disamina articolata coglie molti dei motivi e delle limitazioni del blog. A proposito, quale deformazione professionale ti porta ad analizzarli? Certo che le persone reali non si potranno mai e poi mai conoscere solo attraverso questo media. Nulla può la parola scritta al confronto con l’atteggiament o, le pause nel parlare, le espressioni facciali, tutto quel body-language che parla di noi Questa è una dimensione mediata. Manca inoltre l’immediatezza del riscontro. Dubito che tu non abbia riletto quello che hai scritto prima di postarlo, come tutti del resto. Ed anche io non ti rispondo senza pensarci almeno un poco. Un saluto cordiale

  3. Bella trattazione ma non sono del tutto d’accordo con te. Volendo farlo ci si può esprimere in modo molto profondo con questo mezzo e l’anonimato può essere davvero utile per perdere molte inibizioni. Sapere di non essere realmente accessibili se non tramite la rete ha consentito a parecchie persone di questa community di esprimere parti di sè che di norma tengono rigorosamente serrate per non incorrere negli strali di chi gli sta attorno. Ognuno usa il blog come vuole, in modo del tutto discontinuo e fuorviante. Ogni post e ogni commento possono rappresentare un frammento di una personalità o il frattale di un’esistenza.

    The Swordman

  4. Riprendiamo l’argomento. Da parte delle donne c’è molta paura di trovarsi con un maniaco alla porta in stile “Shining” ma questa paura è piuttosto giustificata visti i deficenti che infestano le chat con tematiche solo a sfondo sessuale… l’episodio che citi è sì dimostrazione di paura ma credo dia anche la misura della facilità con cui, spogliati del peso della propria identità, ci si possa aprire a perfetti sconosciuti. E’ importante che questo possa accadere non trovi? Ci sono milioni di giardini pieni di rose che sono chiusi a tutti e che qui, nel virtuale e nell’anonimato , si possono ammirare. Io sono e rimarrò anonimo, mi interessa comunicare quello che penso e scambiare idee, come stiamo facendo anche in questa sede, al netto delle impressioni che possono dare la mia forma fisica, la mia voce o altre caratteristiche .

    The Swordman

  5. la limitazione di un commento forse mi ha portata a non essere chiara.Non difendo l’anonimato virtuale,bensì differenzio il modo di approccio al virtuale e quando parlo di stima ed amicizia che possono nascere anche nel virtuale mi riferisco a quelle persone che trasportano il loro essere nella realtà in quello che è un mondo dove è facile interpretare una parte,indossare una maschera,nascon dersi dietro un nik.Ma non tutti lo fanno…tu stesso dici nella tua esperienza negativa di esserti palesato per quello che sei nella vita reale.Personalm ente nel mio blog racconto spesso della mia vita reale e quindi potrei essere facilmente identificata da chi mi conosce effettivamente, tanto più che proprio non trovandomi a mio agio nell’assoluto anonimato ho quasi dall’inizio firmato i commenti col mio nome e persino messo una foto nel blog,per me si tratta di essere responsabili di quanto si scrive come nella vita di tutti i giorni al di fuori del blog si è responsabili di quanto si dice.Ma so che per molti non è così ed allora avolte è persino difficile individuare il sesso o l’età se nonusando l’osservazione e l’analisi. E allora trovi persone che oltre d essere cellati da un nik arrivano ad inventarsi un nome o ancora peggio un modo di essere che è fittizio.Laura

  6. Ciao! …lunghino ma si legge bene! posso dare le mie risposte alle domande 1) perché? 2)a cosa serve? PER PASSARE IL TEMPO IN MODO INTELLIGENTE! La terza: cui prodest? (a chi giova?) CI STO
    LAVORANDO…TRA VIRGILIO,SPLIND ER,EXCITE ECC CI SONO MODI DIVERSI PER FARE I BLOG E OGNUNO SEGUE QUELLO CHE SUGGERISCE
    L’ESTRO POETICO DEL MOMENTO…A CHI GIOVA? BOH! SE CI ARRIVO
    TI RISCRIVO! a presto IJ

  7. Carissimo Marco, ho letto le tue considerazioni, e i tuoi perchè, mi rendo conto che queste domande a volte frullano spesso nel mio cervello e a volte mi sento anche un po’ cretina quando scrivo perchè chiedendomi perchè lo faccio, non trovo neanche la risposta, ma devo confessarti che a volte esprimere quello che sento in cosi’ tanta liberta’ mi fa sentire bene, qui’ riesco a dire tutto quello che non riuscirei ad esprimere di me ad una persona, e poco conta se mi leggono gli altri o no, io non ho mai trovato una persona in vita mia in cui mi sono potuta aprire come faccio qui nel blog, sfidando me stessa, e senza paura di quello che puo’ pensare la gente,mi rendo conto che sono sincera e semplice come sono, con i miei tanti difetti, e vedo che nonostante questo sono ben accettata, e cosi’ a volte ho preso il coraggio di sperimentare questa apertura anche nella vita reale, ho costatato che è piu’ difficile, perchè la gente non riesce a capire il tuo essere e soprattutto quando si hanno raggiunto certe mete è difficile trovare chi puo’ capire e condividere, ci vuole interessamento o devi aver la fortuna che una persona conosca il tuo linguaggio, che habbia certi livelli di conoscenza di vita con i quali trovi confronto e puoi imparare ancora di piu’ approfondendo quella conoscenza che gia’ si possiede

  8. Caro Marco e poi , non hai ancora capito che qui nel blog hai anche un compito? E meno male che io te l’ho chiesto molto chiaramente, ho bisogno di te, ho bisogno dei tuoi insegnamenti, ho bisogno di essere una tua scolare, perchè nonostante potrei essere maestra di sentimenti , ho bisogno di un maestro per imparare a scrivere meglio , e tu che sei un proffessore devi aiutarmi, andiamo a Milano in piazza del duomo, ci sediamo su un gradino e in mezzo a tutti i piccioni mi fai scuola, sarebbe una cosa meraviglisa, forse un po’ strana, ci guarderebbero tutti con un sorriso, un maestro con un’alunna pazza……..ch e ne dici Marco sei tanto pazzo anche tu come me?Dai dai non ti preoccupare che sto’ scherzando, vorrei solo vedere la tua faccia mentre leggi

  9. Ciao e benvenuto in questo peculiare mondo che è il blog! Condivido in larghissima parte le tue considerazioni e mi piace il modo lucido e preciso di esporre il tuo pensiero. Ritengo sostanzialmente che il blog sia uno strumento nuovo che può essere usato in modi diversi. Ritengo che non debba essere esaltato ne’ demonizzato. In definitiva, sono le persone che possono farne un uso costruttivo (crescere, mettersi alla prova attraverso i propri scritti, accettare le critiche oltreché i complimenti, scambiare opinioni con altre persone) oppure un uso decisamente più fine a se’ stesso e quindi un po’ più riduttivo (sgomitare per la home page, usare il blog come una chat o per ‘acchiappare’ ). Personalmente amo vedere un fine positivo e costruttivo nelle cose…L’anoni mato può servire-almeno inizialmente- a dare la spinta a due persone a confidarsi al di là delle reciproche remore e di vari condizionamenti preconcetti, tuttavia credo anche che l’anonimato non possa essere mantenuto all’infinito, pena il decadimento certo per sterilità perniciosa di qualunque forma di comunicazione (tutto ciò che non cresce e matura è destinato ad esaurirsi e finire)…Di nuovo, conta l’uso che si fa di una qualunque cosa…Comunque , al di là di queste considerazioni, sono contenta che nel blog sia entrata un’altra persona in vena di dar luogo ad uno scambio franco e costruttivo. Non ce ne è mai abbastanza. Ti saluto, buona giornata. Gilraen.

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