chi c’è dietro Melissa?

Non so se in questa sede è consentito fare dei riferimenti personali, ma vorrei innanzitutto ringraziare di vero cuore la dolce “strega” per l’attenzione che mi dimostra rispondendo a tutti i miei post (ti ho mandato una cartolina virtuale, spero che tu l’abbia letta e gradita).

Chi c’è dietro Melissa? sicuramente l’editore Fazi. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Viviamo in un mondo basato soprattutto sull’apparenza. Non amo fare citazioni, ma per una volta lasciatemi citare il vecchio Erich Fromm che tra i primi aveva intuito il valore filosofico dell’antinomia tra essere e avere. Il mondo dell’apparenza si basa sul ribaltamento dei valori, vi faccio un piccolo esempio per chiarire il concetto. La pubblicità di una famosa marca di caffè (di cui qui non si può fare il nome perché sarebbe pubblicità non autorizzata) mette in burletta il paradiso e S.Pietro, con gags aventi per oggetto la presa in giro dell’al di là; ovvero:il sacro diventa profano. Al centro della scena in paradiso al posto di Dio chi c’è? Il prodotto naturalmente! Ovvero:il profano diventa sacro, ribaltamento dei valori tradizionali e il gioco è fatto. Le società arcaiche erano fondate su pochi ma incrollabili valori, veri pilastri portanti non solo a livello morale e socioculturale, ma anche a livello economico, politico e quant’altro. La società postmoderna si fonda su un unico pilastro: il potere economico, che si trasforma in potere militare, politico, culturale, religioso a seconda delle necessità. Sappiamo tutti (o quasi) che i modelli culturali supportati dai grandi networks (dalla pubblicità televisiva, ai reality show) non sono altro che squallide caricature dell’esistente, ben congeniate per fare audience (sapete che il listino prezzi degli spot è basato sull’audience); ma il grave non è la consapevolezza, il grave è la rassegnazione all’ineluttabilità e all’immodificabilità di questi modelli: tutti noi ormai siamo talmente abituati alla quotidiana valanga di spazzatura che ci buttano addosso i media che non ci accorgiamo neanche più che, poco per volta, ci trasformiamo a nostra volta in casse di risonanza di questo sistema. Una statistica attendibile dice che una ragazza su tre aspira a fare la velina almeno una volta nella vita. Come acutamente dice Gianluca Nicoletti, “le veline sono tutte uguali, costruite in serie, indipendentemente dal loro aspetto fisico e dalla loro provenienza geografica e socioculturale”. In questo contesto una ragazzina che racconta con grande disinvoltura (e indubbia abilità letteraria) le sue presunte o reali (non ha alcuna importanza) esperienze sessuali (non dico erotiche perché di autentico erotismo nel libro di Melissa c’è ben poco) fa qualcosa di assolutamente congeniale al sistema di potere massmediatico basato sull’apparenza. Nel famoso quadro di Munch, l’urlo rappresenta l’impotenza a cambiare l’esistente da parte di una umanità sbigottita e sofferente il cui tragico grido di disperazione è muto, disperatamente e desolatamente muto.(Sullo strapotere del mezzo televisivo si veda il bell’articolo di S.Zavoli: www.fub.it/telema/TELEMA10/Zav oli10.htlm)

chi c’è dietro Melissa?ultima modifica: 2004-07-14T00:43:45+02:00da miclos
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3 pensieri su “chi c’è dietro Melissa?

  1. si ho letto il libro…e penso che sia di pura fantasia…o almeno non credo sia lei l’autrice…ma fa scalpore che sia una ragazzina se lo avesse pubblicato una 50enne non avrebbe avuto lo stesso successo…se ne ha avuto….a me non e’ piaciuto….buo na serata capriccio

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