15/05/2011

toh! il mio blog...

Forse non ci crederete, ma io mi ero completamente dimenticato di avere un blog qui. Certamente ciò dipende anche dal fatto che il mio ultimo post in questo spazio risale a due anni or sono, ma non è soltanto per questo: per circa quattro anni, dal 2005 al 2009, io ho avuto due blog,  durante questi anni quasi quotidianamente scrivevo articoli e/o commenti. Poi però, anche a causa di qualche "screzio" virtuale con alcuni blogger, la mia voglia di scrivere è morta lentamente di morte naturale, senza traumi...ma come tutti sappiamo la morte altro non è che trasformazione di energia in nuove forme di vita. Ed allora eccomi di nuovo qui. Non so se questo mio "ritorno" sarà soltanto un fuoco di paglia oppure no. Per ora non so davvero da dove ripartire, ma forse prima o poi qualche ideuzza mi verrà...amici lettori di questo post, sono molto graditi consigli e suggerimenti tematici. Il vostro Miclos

21/02/2009

...non esistono gli amori impossibili

oggi leggendo il post di una blogger (cuoreragione), mi sono ancora una volta reso conto di quanto difficili siano i rapporti di coppia, paradossalmente credo che forse c'era meno infelicità nell'ottocento, quando la maggior parte dei matrimoni erano combinati: almeno allora ognuno aveva un suo ruolo ben preciso al'interno della famiglia, e l'amore poteva esserci come non esserci senza in fondo grandi sofferenze...oggi ci si illude di poter scegliere liberamente con chi condividere la propria esistenza ma, siccome da esseri umani siamo assolutamente imperfetti, tante volte ci sbagliamo, e in una concezione idealistica come quella che anche nel 2009 tutto sommato è dura a morire (matrimonio= amore - amore=matrimonio), ci sentiamo chiusi in gabbia e ci sembra di soffocare...ma l'errore secondo me nasce a monte come si diceva una volta: se noi non idealizzassimo i rapporti di coppia e fossimo soltanto noi stessi, metteremmo in conto i nostri fallimenti e non ci crogioleremmo nella nostra sofferenza e nel nostro egocentrismo. Io penso che non esistano gli amori impossibili, ma esistono i veri sentimenti e quelli fasulli. Se un sentimento è vero, se un amore è vero, per quanti ostacoli possano frapporsi nella nostra strada, prima o poi l'amore vince sempre...almeno io continuo a crederci, nonostante i numerosi insuccessi della mia ormai lunga vita...

09/02/2009

testimonianze

Riporto qui la testimonianza di Mirko, non come frate francescano, ma come amico, tra i primi se non il primo frate blogger della comunità virgiliana. L'umanità, l'onestà morale è l'intelligenza di Mirko, al di là della sua appartenenza, sono fuori discussione...

CAMPANE A MORTO PER L’ITALIA

Da un sondaggio pubblicato su un quotidiano nazionale, sembra che oltre il 60% degli italiani sia favorevole a far morire di fame e di sete Eluana. Qualcuno si sarà chiesto come sia possibile che l'Italia cattolica sia in preda a cotanto cinismo. La risposta è presto detta: una buona fetta di organi di informazione ha deliberatamente sorvolato sulle effettive condizioni cliniche di Eluana. Ad esempio, perché non è stato detto che ha regolari mestruazioni, che respira autonomamente, che non prende alcun farmaco e antibiotico, che non è attaccata ad alcun macchinario e che apre gli occhi al mattino e li chiude alla sera? Quanti sanno che nella sua stanza non c'è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Lei è una donna. Che non ha una piaga da decubito? Che in diciassette anni non ha preso un antibiotico? E perché non sono state spiegate le motivazioni per cui il "protocollo di esecuzione" prevede la somministrazione di endorfine, analgesici e di farmaci antidolorifici? Ha senso lenire le sofferenze di una "vegetale" considerata clinicamente già morta? I laicisti atei che non hanno Dio nel cuore, abbiano almeno il coraggio di ammettere pubblicamente che l'unica risposta che riescono a dare al dramma della sofferenza umana si chiama morte. Che poi si voglia chiamare eutanasia, suicidio, ammazzamento o ipocritamente pietà, è una mera questione linguistica.
Il Vescovo di San Marino-Montefeltro ha definito l’esito infausto della vicenda come la fine della civiltà italiana, la fine della civiltà del diritto, del rispetto della vita, della libertà della coscienza, del bene comune. La definizione che è stata data in questi giorni è che si tratta della prima condanna a morte eseguita dopo la caduta del fascismo, in un paese che ha rinnegato la pena di morte e che addirittura si è assunto, in gran parte, il merito della moratoria sulla pena di morte in quasi tutto il mondo civile. E’un segno terribile della disgregazione della nostra società. Questo delitto che si compie lancia una ulteriore, grave ombra di disumanità sulla nostra vita sociale e prepara tempi non lieti per le generazioni future.
Da oggi 5 febbraio per tre giorni le campane della nostra chiesa suoneranno a morto per queste motivazioni.
Chiediamo anche di recitare una corona del rosario nella giornata come richiesta umile alla Madonna che, colei la cui vita è stata rifiutata sulla terra, venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria.